Guida IRPEF: come si calcola e quali sono gli scaglioni

Una guida approfondita su cos'è e come funziona il calcolo Irpef, quali sono gli scaglioni con esempi pratici per ognuno, le aliquote previste e quali sono i casi di esenzione.

L’IRPEF è l’imposta sul reddito delle persone fisiche; si tratta di un’imposta diretta, personale, progressiva e generale in vigore dal 1974 e regolata dal Testo Unico delle Imposte sui redditi (DPR 22 dicembre 1986 n. 917). Nello specifico l’IRPEF 2019 è l’imposta proporzionale calcolata sui redditi percepiti durante l’anno 2018 dalle persone fisiche, a cui si applicano determinati scaglioni e aliquote Irpef, addizionali comunali e regionali.


guida irpef

 

Come funziona l’IRPEF

Per i lavoratori dipendenti, a tempo determinato o indeterminato, il prelievo IRPEF si effettua alla fonte, quindi attraverso la busta paga mensile; per i pensionati si effettua invece sull’assegno della pensione mensile. Per i lavoratori autonomi la tassa si paga annualmente, al momento della dichiarazione dei redditi attraverso il modello Unico. In ogni caso l’Irpef viene sempre calcolato in modo progressivo applicando le percentuali degli scaglioni all’imponibile dei redditi percepiti nel corso dell’anno precedente.

L’imposta sui redditi delle persone fisiche è proporzionale: questo significa che maggiore è il reddito percepito nel corso dell’anno precedente, più alta è l’imposta che il contribuente deve versare allo Stato italiano. La finanziaria 2007 ha definito 5 percentuali diverse a secondo dell’ammontare del reddito percepito. Tali aliquote variano dalla minima, pari al 23% per i redditi fino a 15.000 euro, alla massima pari al 43% per i redditi sopra ai 75.000 euro annui.

IRPEF lorda e netta

Gli scaglioni IRPEF si applicano al reddito netto degli oneri deducibili e detraibili. L’IRPEF lorda viene calcolata sulla base degli scaglioni di appartenenza sommando addizionali regionali e comunali IRPEF 2019; l’imposta sui redditi delle persone fisiche può però essere ulteriormente ridotta con alcune deduzioni e detrazioni.

Quindi effettuando la differenza tra reddito netto complessivo e tutti gli oneri deducibili ed applicando le percentuali fissate per lo scaglione di reddito di appartenenza, si ottiene l’IRPEF lorda.

Per ottenere l’IRPEF netta il contribuente deve invece presentare la sua dichiarazione dei redditi attraverso il Modello 730 o il Modello 730 pre-compilato, il Modello Redditi persone fisiche o il Modello Redditi precompilato. All’interno di questi modelli il contribuente dovrà inserire tutte le spese deducibili e detraibili dell’anno di riferimento per sé, i figli o le persone a suo carico.

Calcolo scaglioni IRPEF di appartenenza

Come anticipato l’IRPEF è un’imposta progressiva e quindi in base allo scaglione di appartenenza, determinato sulla base dei redditi dichiarati al netto di eventuali deduzioni, viene determinata l’aliquota di imposta e quindi l’imposta dovuta allo Stato italiano:

  • per redditi fino a 15.000 euro l’aliquota Irpef è pari al 23%, e l’imposta dovuta è pari al 23% del reddito;
  • per redditi da 15.001 euro a 28.000 euro, l’aliquota d’imposta è pari al 27% e l’imposta dovuta è pari a 3.450 euro a cui si deve aggiungere il 27% sul reddito che supera i 15.000 euro;
  • per redditi da 28.001 euro fino a 55.000 euro, l’aliquota Irpef è pari al 38% e l’imposta è pari a 6.960 euro a cui si deve aggiungere il 38% sul reddito che supera i 28.000 euro;
  • per redditi da 55.001 euro fino a 75.000 euro, l’aliquota Irpef è pari al 41% e l’imposta è pari a 17.220 euro a cui si deve aggiungere il 41% sul reddito che supera i 55.000 euro;
  • per redditi che superano i 75.000 euro, l’aliquota Irpef è pari al 43% e l’imposta è pari a 25.420 euro a cui si deve aggiungere il 43% sul reddito che supera i 75.000 euro.

Esempi pratici per ogni scaglione IRPEF

Primo scaglione

Se il contribuente ha un reddito dell’anno precedente alla dichiarazione dell’imposta inferiore a 15.000 euro, quindi che rientra nel primo scaglione, pagherà un’imposta del 23% calcolata su quanto dichiarato, fino ad un massimo di 3.450 euro se ha dichiarato 15.000 euro.

Secondo scaglione

Se quanto dichiarato dal contribuente rientra nel secondo scaglione, quindi oltre 15.000 euro ma inferiore a 28.000 euro, l’IRPEF si calcola al 23% fino a 15.000 euro (pari a 3.450 euro), e una percentuale pari al 27% per la parte eccedente i 15.000 euro (fino ad un massimo di 6.960 euro).

Terzo scaglione

Se il contribuente rientra nel terzo scaglione, quindi con un reddito dichiarato tra 28.001 euro e 55.000 euro, si applica un’aliquota pari al 23% fino a 15.000 euro (pari a 3.450 euro), un’aliquota del 27% da 15.001 euro i 28.000 euro (pari a 6.960 euro) e una percentuale del 38% da calcolare sulla parte eccedente i 28.000 fino quindi ad un massimo pari a 6.960 euro. Il totale massimo di Irpef per questo scaglione risulta quindi essere pari a 17.220 euro.

Quarto scaglione

Se il contribuente rientra nel quarto scaglione, quindi con un reddito dichiarato tra 55.001 euro ma inferiore a 75.000 euro, si applica un’aliquota pari al 23% fino a 15.000 euro, 27% da 15.001 euro fino a 28.000 euro, 38% da 28.001 euro fino a 55.000 euro, 41% per la parte eccedente i 55.000 euro. Il totale massimo Irpef risulta quindi essere pari a 25.420 euro.

Quinto scaglione

Se il contribuente rientra nel quinto scaglione, quindi con un reddito che eccede i 75.001 euro, dovrà pagare un’imposta pari a 25.420 euro a cui si deve sommare il 53% calcolato sulla somma dichiarata eccedente i 75.001 euro.

IRPEF: addizionali regionali e comunali

Alle aliquote e agli scaglioni IRPEF si devono sommare le addizionali comunali e regionali che dovranno essere versate agli enti locali, in base alla propria residenza. Le addizionali regionali e comunali sono proporzionali al reddito, quindi non sono suddivise in base allo scaglione di appartenenza, e possono essere pari a zero fino al massimo stabilito dalla legge. Ogni regione delibera l’imposta entro il tetto massimo fissato al 3,3%, mentre i comuni entro il massimo dello 0,8% tranne casi particolari, come per il comune di Roma (0,9%).

Esenzione IRPEF: in quali casi?

Esistono alcuni casi in cui si è esenti dal pagamento dell’IRPEF, tali casi possono essere:

  • redditi provenienti dalla sola pensione. Al di sotto dei 75 anni fino a 7.500 euro; sopra i 75 anni fino a 8.000 euro. Con la Legge di Stabilità 2017, la no tax area per i pensionati è di 8.125 euro, come per i lavoratori dipendenti;
  • reddito dal solo immobile considerato come abitazione principale;
  • redditi di terreni per un importo non superiore a 185,92 euro;
  • redditi di soli fabbricati, fino a 500 euro;
  • reddito da lavoro dipendente, fino a 8.000 euro;
  • reddito da lavoro autonomo, fino a 4.800 euro.

Calcolo IRPEF netto: detrazioni e deduzioni

Come detto, il calcolo dell’IRPEF avviene applicando le aliquote, suddivise per scaglioni, al reddito complessivo, al netto degli oneri deducibili. Per questo motivo deve essere considerato il reddito complessivo prodotto durante il periodo d’imposta, il quale può essere reddito da lavoro dipendente e assimilati, reddito da lavoro autonomo, reddito fondiario, reddito di impresa, reddito da capitali e altri redditi diversi.

Dalla somma dei redditi prodotti si devono sottrarre gli oneri per i quali spettano le deduzioni fiscali: su questa importo rimanente si calcola l’imposta, in base alle aliquote viste in precedenza.  Gli oneri deducibili quindi riducono l’imponibile su cui verrà calcolata l’imposta e di conseguenza possono determinare anche una riduzione dello scaglione di appartenenza. Gli oneri deducibili possono essere contributi previdenziali, spese particolari ed erogazioni liberali. I contributi previdenziali possono essere dedotti secondo dei massimali differenti sulla base dei diversi contributi previdenziali. I seguenti contributi possono essere dedotti senza nessun limite:

  • contributi previdenziali e assistenziali obbligatori per legge;
  • contributi agricoli unificati;
  • contributi facoltativi versati alla gestione pensionistica obbligatoria;
  • contributi versati per il riscatto degli anni di laurea;
  • contributi versati all’assicurazione casalinghe INAIL.

I contributi deducibili fino ad un massimo di 5.164,57 euro sono:

  • contributi versati ai fondi pensione;
  • contributi versati per l’assicurazione sulla vita;
  • contributi familiari a carico che a causa di un basso reddito non possono far valere la deduzione.

I contributi deducibili fino ad un massimo di 1.549,37 euro sono:

  • contributi versati a favore di collaboratori domestici, quali colf, badanti e babysitter.

Esistono inoltre delle spese interamente deducibili dal reddito complessivo, quali:

  • assegni periodici corrisposti al coniuge a seguito di divorzio o separazione;
  • spese sostenute per persone disabili, quali ad esempio spese per prestazioni mediche, acquisto di farmaci, assistenza specifica, costi per personale di assistenza diretta alla persona disabile;
  • spese sostenute per l’adozione di un minore straniero, deducibili per il 50%.

In ultimo, tra le spese deducibili rientrano le erogazioni liberali effettuate a favore di contributi e donazioni alle ONG, erogazioni liberali ad ONLUS, erogazioni liberali a favore di enti universitari e ricerca, erogazioni liberali e donazioni a favore di un trust o di un fondo speciale fino al 20% e per un massimo di 100.000 euro.

Una volta stabilita l’importo dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche si possono detrarre le spese sostenute durante l’anno di riferimento a titolo di spese detraibili, raggiungendo così l’effettiva imposta da pagare, quindi l’IRPEF netta da pagare. Le detrazioni fiscali sono quindi delle agevolazioni fiscali che permettono di detrarre degli importi dall’IRPEF lorda calcolata; questi importi sono delle spese sostenute dal contribuente per sé o per i propri familiari a carico, quali ad esempio le spese sanitarie, spese funebri, spese scolastiche, spese per la ristrutturazione edilizia e spese per interventi di risparmio energetico.

Per poter usufruire delle deduzioni  e delle detrazioni il contribuente deve essere in possesso dei documenti necessari per fruire delle deduzioni stesse, quindi fatture, ricevute e quietanze. Questi documenti devono indicare il codice fiscale del contribuente o la sua partita Iva. I documenti devono essere conservati in originale per cinque anni, ovvero per il periodo richiesto dall’Agenzia delle Entrate; periodo entro il quale l’Agenzia delle Entrate può eseguire delle verifiche.




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