Grecia: il caso dei disoccupati che “s’infettano con l’Hiv per il sussidio statale”

In Grecia, dove la disoccupazione è al 27% (da noi, pur troppo alta, è comunque “limitata”, se così si può dire, al 12%), un numero sempre maggiore di disoccupati starebbe scegliendo la via più tragica per accedere ad una qualche forma di sussidio statale. Infettarsi, volontariamente, con il virus dell’Hiv. Una scelta difficilmente non definibile come “sconsiderata”. Il sussidio in questione corrisponde a 700 euro, ma di mezzo ci sarebbe anche l’accesso ai farmaci ed ai programmi anti-droga. Insomma, tutto pur di poter resistere nell’immediato. In realtà però, la situazione, pur gravissima, dato l’aumento di oltre il 50% dei casi di nuove infezioni dal 2010 al 2011, probabilmente non è così estrema.


I dati sopracitati arrivano da un rapporto dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) per la precisione quello intitolato “Determinati sociali e differenze nella salute nelle Regioni Europee dell’Oms”, che però a distanza di poco tempo è stato riveduto e corretto. Una nota pubblicata oggi sul sito del “Who” (Il nome internazionale dell’Oms), precisa che il significativo aumento dei casi d’infezione da Hiv, sarebbe in atto tra i soggetti che utilizzano droghe (come ad esempio l’eroina) e, contrariamente a quanto sostenuto precedentemente, “non esiste evidenza certa del fatto che le auto-infezioni  (a scopo di ottenere il sussidio) vadano numericamente oltre casi sporadici”.

Il tutto deriva da un articolo pubblicato sulla rivista medica Lancet nel 2011, in cui alcuni ricercatori, guidati dal greco  Alexander Kentikelenis ipotizzavano appunto una sorta di “auto-infezione”  volontaria tramite iniezione di virus Hiv da parte di un certo numero di disoccupati. L’argomento  è stato ripreso dall’Oms ma, per stessa ammissione dell’Organizzazione, in modo parzialmente errato. Oggi la nota di correzione ha precisato che i dati numerici sulle nuove infezioni sono esatti, ma la causa scatenante di un aumento così sensibile non risiede nell’auto-infezione. O comunque, se anche nella realtà fosse così, non è possibile sostenere una simile teoria con il supporto di prove concrete.



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