Grecia: Governo chiude tv di Stato. 2700 lavoratori “sospesi”

Per capire quanto una crisi possa colpire nel profondo un Paese, è bene dare un’occhiata anche a ciò che accade all’estero. La Grecia, è una nazione in gravissima difficoltà, duramente colpita dalla recessione; ma i 2700 dipendenti della tv di Stato certo non potevano aspettarsi un provvedimento tanto drastico. Attualmente sono stati tutti sospesi. Il Governo greco infatti, ha deciso di chiudere le trasmissioni e conseguentemente la Ert, dalla mezzanotte di oggi.  La decisione ha una portata enorme. E’ come se in Italia l’attuale esecutivo guidato da Enrico Letta “spegnesse” la Rai, sospendendo tutti i suoi dipendenti. Ovviamente la cosa ha scatenato un putiferio; sindacati e lavoratori sono sul piede di guerra, intenzionati a continuare la messa in onda delle trasmissioni.


La spiegazione in merito, fornita  dal portavoce governativo Kedikoglou, è stata piuttosto chiara: la Ert “è un paradiso degli sprechi” che “costa da tre a sette volte altre tv e ha personale da quattro a sei volte maggiore, rispetto ad altre strutture con ascolti minori”. In ogni caso, il provvedimento è stato dato come temporaneo. La tv dovrebbe infatti riaprire tra circa tre mesi, con organico ridotto e non più dipendente dallo Stato, secondo quanto riporta Il Sole 24 ore.

Kedikoglou, stando a quanto è possibile leggere sull'edizione online del Corriere della Sera ha anche spiegato che chi vorrà continuare a lavorare potrà farlo, ma dovrà sottostare a procedure chiare e trasparenti (vi sarebbe infatti un problema di “opacità”, oltre che di spreco incontrollato di soldi pubblici). Di fatto il governo ellenico ha colpito duramente un ambiente lavorativo che ha identificato  come una sorta di casta: “in un momento in cui al popolo greco vengono imposti sacrifici – ha detto ancora  Kedikoglou  – non ci possono essere entità intoccabili che possono restare intatte quando si applicano tagli ovunque”.




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