Governo estrae coniglio dal cilindro: Poste in soccorso di Alitalia

Arriva Poste italiane. Una scelta strategica attuata dal Governo per salvare l'italianità della compagnia Alitalia, che prevede anche la partecipazione di altri soggetti pubblici e di una buona parte di privati. La società, attualmente guidata da Massimo Sarni dovrebbe portare in dono 75 milioni di euro, denaro che servirà per partecipare all'aumento di capitale di 500 milioni, indispensabile per far ripartire la compagnia.


Giorgio Squinzi il presidente di Confindustria, non nasconde i suoi dubbi: "Sono sempre molto perplesso di fronte agli interventi della mano pubblica in una società privata. Certo, se è un cerotto per tamponare una situazione di emergenza, passi; però bisognerà una volta per tutte fare una riflessione seria per avere un piano di medio-lungo termine".

Da una nota di Palazzo Chigi uscita in queste ore, si evince che alla compagnia italiana serve maggiore stabilizzazione ed una importante ristrutturazione attraverso un nuovo progetto industriale.

{jcomments on}Assieme agli altri soci che parteciperanno, Poste italiane dovrà garantire le risorse che serviranno per raggiungere la "ricapitalizzazione", una manovra vitale che servirà a ridare futuro alla compagnia e a tutti quelli che ci lavorano.

Quanto costerà riportare Alitalia al di sopra delle nuovole? Una manovra da 500 milioni di euro, tra cui: 300 milioni rientreranno in parte dal pubblico, 75 milioni per la partecipazione di Poste, il restante potrebbe giungere sottoforma di garanzia statale, su debiti del vettore o sulle obbligazioni emesse. Si parla anche di probabili "Letta bond". Per quanto riguarda invece la partecipazione delle banche, i restanti 200 milioni circa potrebbero essere colmati sotto forma di prestiti. Unicredit ed Intesa Sanpaolo scenderebbero in campo per aiutare Alitalia a sostenere le spese base come il costo del carburante, fornitori ed aereoporti.

Entro sabato se tale provvedimento non verrà attuato, la compagnia di bandiera italiana rimarrà a terra. Intanto si alzano le voci dei sindacati di categoria, che si dicono pronti alla mobilitazione e chiedono al Governo di "garantire la continuità aziendale perché non c'è altra strada".




CATEGORIES
Share This

COMMENTS