Gli agenti di commercio fanno al governo alcune proposte per lavorare meglio e noi… siamo con loro !

L’agente di commercio è a mio parere uno dei lavori più democratici e meritocratici che esistano. Contano a poco le raccomandazioni, o sei bravo, vendi e fai carriera e denaro… oppure puoi essere anche il figlio dell’amministratore delegato, ma non ce la farai, magari ti metteranno in un ufficio a fare il passacarte.

È certamente uno dei lavori più difficili e “poco garantiti”, per questo motivo moltissime offerte di lavoro per venditori ed agenti rimangono “non popolate” da candidature… chi sceglie questo mestiere ha fiducia nelle sue capacità ed accetta il fatto che non avrà “il fisso”, la tredicesima, la malattia, il giusto orario di lavoro, etc… ma guadagnerà in maniera proporzionale a quanto produce.

Ma è anche un lavoro molto importante per la comunità, crea infatti la giusta concorrenza tra prodotti e servizi per dare al consumatore finale il miglior rapporto qualità/prezzo.

Insomma, non è un mestiere per tutti, e seppure è abbastanza  semplice accedere alla carriera delle vendite (magari iniziando come procacciatore prima di diventare agente di commercio a tutti gli effetti) in pochi vogliono rischiare o sentono di avere le qualità per riuscire a trovarsi di fronte ogni giorno tantissimi clienti, tantissimi “No!” ed a fare centinaia di chilometri spesso a vuoto.

Poche sono le certezze e le garanzie per un agente di commercio ed ora con la crisi internazionale che avanza (ma anche con gli aumenti spropositati del carburante e dei ritardi dei pagamenti sempre più all’ordine del giorno) molti agenti sentono il loro futuro in cattive acque… in questi giorni hanno fatto delle richieste al governo, non chiedono contributi, garanzie di posto fisso a vita o pensione certa… semplicemente chiedono alcuni supporti per poter lavorare meglio:

  • deducibilità totale dei costi professionali
  • abolizione degli studi di settore
  • riduzione dell’accise
  • previdenza Enasarco integrativa
  • accesso agevolato al credito

insomma, sono delle richieste oneste e che non graverebbero a mio parere sui cittadini. Non rappresentano per loro certamente un ingresso in alcuna casta… semplici manovre per vedere più apprezzato il loro operato e non essere costretti a pagare di tasse più del dovuto…

Noi stiamo con gli agenti di commercio!!!

Marco Fattizzo – direttore di Bianco Lavoro

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