Giovani Psicologi: disoccupazione al 50% e stipendio medio di 600 euro

In Italia, è piuttosto noto che per i giovani laureati che tentano di costruirsi un futuro stabile dopo aver studiato per interi lustri, la vita non sia proprio, per così dire, “tutta rosa e fiori”; ma la situazione descritta dal Presidente del Consiglio Nazionale degli Psicologi, durante un’audizione sull'emergenza occupazionale tenutasi questa settimana in Commissione alla Camera, fa ugualmente riflettere. Secondo Giuseppe Luigi Palma, in Italia circa la metà dei professionisti sotto i 30 anni è disoccupata. E anche chi lavora pare non se la passi benissimo. Lo stipendio medio infatti, si aggirerebbe sui 625 euro. Praticamente la metà di quello di un operaio di medio livello. Tutti i lavori, ovviamente, sono ugualmente onorevoli, ma quelli che vengono definiti come “intellettuali” presuppongono una formazione didattica più lunga e complessa e quindi anche più costosa. Da qui, la loro maggiore remunerazione, almeno in teoria. Nel caso specifico, quello degli psicologi, si ha tra l'altro a che fare con veri e propri professionisti, con tanto di Ordine di riferimento come organismo di sostegno e controllo.


Eppure le condizioni in cui i suddetti giovani professionisti esercitano in Italia, è quasi drammatica, se la si analizza dal punto di vista dei numeri. Il perchè, stando alle parole di Palma, è palese: "circa un terzo degli psicologi europei risiede in Italia e basta solo questo dato per sottolineare quanto siano urgenti misure per introdurre una razionale programmazione del fabbisogno  formativo". Insomma, ce ne sono troppi e per giunta il numero è anche  "in crescita constante dall’istituzione dell’Ordine (+8% annuo) ed destinato a toccare la quota 100mila  intorno al 2016 con conseguente alta e crescente densità rispetto alla  popolazione (1 psicologo ogni 685 abitanti)". Un po’ paradossalmente, vista la  profonda crisi economica di questi anni, per gli Psicologi sotto i 30 anni la situazione tra il 2008 ed il 2012 è rimasta “molto critica”, ma sostanzialmente invariata.

In parole povere, nonostante la quantità spropositata di posti di lavoro persi durante gli ultimi anni, quelli più bui, la percentuale di disoccupati tra i giovani Psicologi è rimasta la stessa rispetto al periodo precedente. Ma nel "periodo precedente", il numero di disoccupati di settore era gia molto elevato  La crisi, ha spiegato ancora il Presidente del Cnop, “più che peggiorare il già difficile quadro dei giovani Psicologi, sembra aver pesato in senso qualitativo orientandoli nel percorso professionale verso posizioni libero professionali (le nuove partite IVA) e verso una visione flessibile (neoprofessionale) del posizionamento di lavoro”.




CATEGORIES
Share This

COMMENTS