Giovani medici, accesso più semplice al fondo rischi sanitari

Novità importanti per l'accesso alle assicurazioni professionali da parte dei giovani medici.

Cambia ancora la bozza di regolamento del dpr che disciplina i requisiti minimi per l’idoneità dei contratti di assicurazione di tutti coloro che esercitano una professione sanitaria. Un cambiamento che potrà risultare gradito ai giovani medici e che, su impulso della Federazione dei medici, introduce una priorità per l’accesso alle risorse del Fondo rischi sanitari da parte dei giovani medici, a patto che siano abilitati alla professione da non più di dieci anni.


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Ma cosa prevede il nuovo regolamento?

Giovani medici, come funziona l’agevolazione

Uno degli elementi fondamentali del testo approvato dal Consiglio di Stato, e ora al Ministero della Salute per cercare di recepire le modifiche richieste dai giudici, consiste proprio nella predisposizione di un Fondo di garanzia e solidarietà in favore dei professionisti che operano nelle aree a rischio, ovvero in tutte quelle aree la cui onerosità dei risarcimenti viene determinata in maniera particolarmente esosa (si pensi, a titolo di esempio, al risarcimento per errori chirurgici o ortopedici).

In tali aree a rischio, i premi da corrispondere per potersi aggiudicare una copertura assicurativa possono arrivare anche a 25 mila euro, e anche per i giovani professionisti. Lecito dunque comprendere quanto possa essere difficile avere accesso concreto alla professione da parte di quei giovani medici che non posseggono ancora giri d’affari significativo e, di contro, hanno comunque la necessità di sottoscrivere una polizza per potersi tutelare dalle cause.

Ebbene, il dpr in corso di formalizzazione dovrebbe servire proprio a porre un paletto a tale situazione pregiudizievole, prevedendo per il mercato assicurativo dei requisiti precisi per quanto concerne i massimali e i premi, e dando nello stesso tempo delle certezze ai liberi professionisti in ambito sanitario.

Per quanto attiene le modalità di concreto accesso al fondo, il provvedimento prevede due ipotesi alternative. Con la prima ipotesi ci si propone ai professionisti che, sulla base del proprio reddito, non sono in grado di sostenere autonomamente i costi per poter stipulare un contratto di assicurazione. Con la seconda ipotesi ci si rivolge invece nei confronti di coloro che sono stati “rifiutati” dal mercato assicurativo, che ha ritenuto non conveniente procedere alla copertura dei relativi rischi per quel professionista.




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