Giovani che cercano lavoro: in 100 mila scappano dal Sud

Sempre più giovani meridionali fanno le valigie per cercare fortuna all'estero. Tra le mete preferite: Germania, Inghilterra e Spagna, ma anche Cina e Paesi Arabi

A rendere ancora più difficile la vita dei giovani che cercano lavoro può essere la provenienza dal Sud. Chi è nato al di sotto della Capitale rischia, infatti, di avere ancora più problemi – almeno in ambito lavorativo – di chi è nato e cresciuto al Nord. Stando ai dati diffusi dai Consulenti del Lavoro che si sono riuniti, nei giorni scorsi, a Sciacca (in provincia di Agrigento), sono circa 100 mila i giovani del Sud che decidono, ogni anno, di fare le valigie. E di lasciare la loro terra per andare al Nord o per spingersi all’estero: in Europa, ma anche fuori.


 

Perché lo fanno? Per trovare lavoro o per studiare in un’università che – sperano – possa consegnare loro un titolo più spendibile su scala globale. Le mete preferite da questi “emigranti” di ultima generazione sono l’Inghilterra, la Germania, la Spagna, la Romania e i Balcani, ma non mancano coloro che si spingono oltre per raggiungere mete lontane come la Cina o i Paesi Arabi. A fornire una panoramica non proprio confortante della situazione è stato Vincenzo Silvestri, vicepresidente nazionale dei Consulenti del Lavoro: “Nel 2015 – ha detto – nella fascia d’età fra i 15 e i 24 anni, si sono persi 7 mila posti di lavoro rispetto al 2014, e in quella compresa fra i 35 e i 49 anni, il calo è stato di 69 mila unità”. Di più: “L’aumento dell’occupazione registrato dall’Inps, dall’Istat e dal governo – ha precisato Silvestri – riguarda prevalentemente gli over 50, per via dell’innalzamento dell’età pensionabile e delle trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti precari. Nel 2015, dei 764.129 rapporti di lavoro a tempo indeterminato in più rispetto al 2014, 578.081 sono trasformazioni; in Sicilia, su 33.204 posti stabili in più, 18.123 sono trasformazioni e solo circa 7 mila sono le assunzioni di giovani”.

Secondo i Consulenti del Lavoro ci sarebbe, insomma, ben poco da festeggiare. Anche perché il numero dei giovani italiani disoccupati si aggirerebbe intorno ai 2 milioni. E come se non bastasse, tra coloro che scelgono o sono costretti a rimanere in Italia, ben 1 milione e 723 mila sono “Neet” che hanno un’età compresa tra i 15 e i 29 anni. Il dato certificato dall’ultimo monitoraggio condotto dal ministero del Lavoro rileva, insomma, che una parte importante della nostra “meglio gioventù” non studia né lavora. E che il 55% di essi (equivalente a 979 mila unità) ha cercato rifugio nella piattaforma “Garanzia Giovani”. Con quali risultati? Difficile dirlo. Di certo c’è che su oltre 862 mila adesioni definite, quasi la metà ha riguardato il Sud, a conferma di come la “sete” di lavoro si faccia sentire di più nel Mezzogiorno del Paese.



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