Germania, arriva il salario minimo: 8,50 euro all’ora per tutti

Reichstag Berlino GermaniaLa Germania della Merkel ha approvato un salario minimo di 8,50 euro all’ora per tutti i tedeschi, diciottenni e praticanti compresi. A quanto pare i lavori in corso verranno ultimati entro la fine dell’anno e il provvedimento entrerà in vigore il 1° gennaio 2015. Si calcola che a beneficiarne saranno all’incirca 4 milioni di dipendenti, soprattutto dell’area est del Paese dove i salari attualmente sono al di sotto di questa soglia. Il disegno di legge è fortemente sostenuto dai socialdemocratici, che la cancelliera tedesca ha dovuto ascoltare per garantire il loro appoggio all’esecutivo, pur avendo preferito seguire la linea del partito conservatore e affidare la contrattazione per categoria ai singoli Lander.


Si tratta di una manovra che ha suscitato non poco scalpore considerando che la Germania nella sua storia politica ha sempre lasciato che le parti sociali interessate negoziassero in totale autonomia i salari. Si fa sentire con determinazione anche il coro di dissenso degli economisti che prevedono già che la prima conseguenza di questo impegnativo paletto (che innalza come è ovvio il costo del lavoro per le aziende), sarà la perdita di milioni di posti di lavoro. Tra gli svantaggiati che allo stato attuale percepiscono meno di questa somma, alcuni si vedranno verosimilmente aumentare lo stipendio ma molti altri perderanno l’occupazione.

La proposta è stata approvata dai ministri tedeschi ma ora dovrà passare al vaglio dei deputati, prima della camera bassa (il bundestag) e poi di quella alta (il bundesrat) e a quanto pare non dovrebbe incontrare difficoltà nel percorso che la porterà a diventare legge e ad entrare in vigore. Gli 8,50 euro orari verranno garantiti a tutti i lavoratori che percepiscono retribuzioni inferiori, compresi i diciottenni e i praticanti durante il periodo di formazione.

Una precisazione importante, se si tiene conto del fatto che nonostante vi sia un salario minimo nella maggior parte degli Stati europei, in alcuni casi sono previste limitazioni proprio in base all’età. Basti pensare all’Olanda e al Regno Unito dove è possibile una retribuzione inferiore a quella minima per i lavoratori rispettivamente con meno di 23 anni e di 21 anni. L’unica eccezione di esclusione riguarda i disoccupati di lungo periodo (coloro che non lavorano da più di un anno e che a quanto pare in Germania sono solo 16mila) che in caso di re-impiego non potranno beneficiare del provvedimento per i primi sei mesi di assunzione.



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