Gelatai, pavimentatori, sarti, modellisti e molti altri: i mestieri che non conoscono crisi

Ci sono in Italia professioni che non conoscono crisi. Sono professioni richiestissime, che spesso però registrano un deficit di lavoratori considerevole. La disoccupazione giovanile è un problema non solo italiano ma europeo, eppure, ci sono alcuni mestieri che spesso non sono ricercati dai giovani. Perché? Questo accade in parte perché spesso troppi vogliono fare gli avvocati, i commercialisti, i giornalisti e via dicendo in un mercato fin troppo saturo di queste figure. Basta pensare che in tutta la Francia ci sono meno avvocati che nella sola regione Campania, per fare un esempio.


Ma quali sono le professioni anticrisi?

Al primo posto, secondo le indagini di Confartigianato, sulla base di dati Unioncamere e Ministero del lavoro, ci sono gli installatori di infissi e ferramenta, con l’83,3% di posti vacanti e circa 1500 assunzioni previste nell’anno 2010. Seguono panettieri e pastai artigianali, con il 39,4 % di posti vacanti e 1040 assunzioni previste. La lista è molto lunga e i posti vacanti tantissimi e basterebbero ad arginare una bella fetta di disoccupazione giovanile e non solo, dal momento che spesso si cercano anche persone meno giovani ma con più esperienza.

I lavori che non conoscono crisi riguardano tessitori e maglieristi, addetti all’edilizia, tagliatori di pietre, scalpellini, marmisti, pasticceri, gelatai, pavimentatori, sarti e modellisti. La lista è lunghissima e comprende anche estetisti, parrucchieri, falegnami, spedizionieri, cuochi, valigia, borsettieri, conciatori di pelle, meccanici, saldatori, baristi, conduttori di macchine da terra e di robot industriali, tecnici meccanici, fisioterapisti, fabbri, macellai, idraulici, elettrotecnici.

In particolare, anche se per tutti questi settori si registrano alte percentuali di posti vacanti e di assunzioni previste, il settore estetico ( esistesti e parrucchieri) è in forte crescita, dal momento che sempre più persone, uomini e donne si affida alle cure di centri specializzati. Un altro settore per cui risulta difficilissimo trovare personale è quello della sartoria.

Considerato che, in Italia, la disoccupazione giovanile( di ragazzi tra i 15 e i 24 anni) ha sfiorato nel 2009 il 30% in media( anche se in alcune regioni come Sardegna, Sicilia, Campania e Basilicata la percentuale sale fino al 38% e in alcune province sale al di sopra del 40%)) sarebbe il caso di informarsi su come si accede professionalmente a questi settori. In primis, occorre formarsi. Moltissime regioni organizzano corsi di formazione ad hoc, spesso anche gratis. Basta semplicemente informarsi presso le Regioni e anche le Provincie di riferimento. La formazione può essere anche privata e più costosa, ma assicura comunque il posto di lavoro, dal momento che c’è un’enorme richiesta. Fino a 29 anni esiste anche la possibilità di farsi assumere con contratto di apprendistato con cui le aziende artigiane assumono ragazzi e ragazze che vogliono imparare una professione, finalizzato all’inserimento a tempo indeterminato.

Requisiti fondamentali sono comunque la predisposizione e la motivazione per ognuno di questi settori.

Il posto sicuro, che non conosce crisi, è comunque legato soprattutto ai settori manuali e artigianali, vero traino dell’l’economia e dell’industria italiana e non solo. Per indirizzare i giovani verso questi settori bisognerebbe fare una campagna di promozione e di informazione a livello nazionale, per far comprendere come, in fin dei conti, la crisi c’è, ma per tutti c’è una soluzione: il lavoro, quello che non conosce crisi.

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