Garanzia Giovani, novità dal Ministero e chiarimenti dall’Inps

Una circolare Inps spiega alcuni dettagli della Garanzia Giovani in seguito alle novità ministeriali.

Con il Decreto Direttoriale n. 385/II/2015 del 24 novembre 2015 vengono apportate alcune novità in merito agli incentivi legati all’assunzione dei giovani ammessi al Programma Garanzia Giovani. Sulla materia, l’Inps ha recentemente espresso alcuni importanti chiarimenti attraverso la sua circolare n. 32/2016, laddove viene confermato – tra gli altri spunti – che l’incentivo oggetto della misura Bonus Occupazione può essere fruito nel rispetto delle previsioni del regime de minimis, o oltre i limiti del de minimis se l’assunzione del giovane comporta un incremento occupazionale netto.


garanzia giovani

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Proprio in tal proposito, l’Inps ricorda come l’incremento occupazionale netto debba intendersi come “l’aumento netto del numero di dipendenti dello stabilimento rispetto alla media relativa ad un periodo di riferimento; i posti di lavoro soppressi in tale periodo devono essere dedotti e il numero di lavoratori occupati a tempo pieno, a tempo parziale o stagionalmente va calcolato considerando le frazioni di unità di lavoro-anno”.

Tuttavia, chiarisce l’istituto, l’incentivo risulta essere comunque applicabile se l’assunzione del giovane non ha corrisposto un incremento occupazionale netto, ma solo a causa della riduzione del persone avvenuto nei dodici mesi antecedenti, a causa di dimissioni volontarie, di invalidità, di pensionamento per raggiunti limiti d’età, di riduzione volontaria dell’orario di lavoro e di licenziamento per giusta causa. Il requisito dell’incremento occupazionale netto deve, invece, essere rispettato nel caso in cui il posto o i posti di lavoro occupati nei dodici mesi precedenti la nuova assunzione presso il medesimo datore di lavoro si siano resi vacanti a seguito di licenziamenti per riduzione di personale.

Ancora, la normativa prevede che il calcolo della forza lavoro mediamente occupata debba effettuarsi mensilmente confrontando il numero di lavoratori dipendenti equivalente a tempo pieno nel mese di riferimento, con quello medio dei dodici mesi precedenti: ne deriva che l’incentivo è riconosciuto solo se, trascorso il primo mese di calendario dalla costituzione del rapporto di lavoro per cui si chiede il beneficio, venga mantenuto l’incremento occupazionale inizialmente realizzato.

Ai fini dell’ammissibilità dell’incentivo, l’incremento occupazionale netto si considera mantenuto qualora – nel periodo compreso tra il giorno successivo all’assunzione e l’ultimo giorno dello stesso mese – non siano intervenute cessazioni anticipate dei rapporti di lavoro in essere alla data dell’assunzione, ovvero siano intervenute cessazioni anticipate riconducibili ad una delle cause sopra elencate” – precisa ancora la circolare Inps, per poi ricordare che nella diversa ipotesi in cui siano invece intervenute delle cessazioni anticipate per ragioni diverse da quelle sopra elencate, si rende necessario effettuare un ricalcolo del numero medio di U.L.A. presunte per i dodici mesi successivi all’assunzione, accertando così se, nonostante tali cessazioni, la forza lavoro che si prevede di impiegare continui ad essere superiore a quella media dei dodici mesi precedenti l’assunzione.

Garanzia Giovani: regime di esenzione e incentivo oltre i limiti “de minimis”

Come anticipato in sede di apertura del presente approfondimento, gli incentivi previsti dalla Misura Bonus Occupazionale del Programma “Garanzia giovani” possono essere fruiti oltre i limiti del Regime de minimis solamente se si verificano alcune determinate condizioni, e, come sopra, riconducibili principalmente al caso in cui le assunzioni dei giovani di età compresa tra i 16 ed i 24 anni comportino un incremento occupazionale netto.

Diversamente, per i giovani che hanno un’età compresa tra i 25 ed i 29 anni, per la legittima fruizione dell’incentivo all’assunzione anche oltre i limiti del regime “de minimis”, sarà previsto il rispetto di almeno una delle condizioni sotto indicate, che traiamo dalla circolare citata:

  1. Il giovane non deve avere un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ai sensi del D.M. 20 marzo 2013 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 153 del 2 luglio 2013). Tale locuzione si riferisce a quei lavoratori che “negli ultimi sei mesi non hanno prestato attività lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno sei mesi ovvero coloro che negli ultimi sei mesi hanno svolto attività lavorativa in forma autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione”.
  2. Il giovane non deve essere in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o di una qualifica o diploma di istruzione e formazione professionale o, in alternativa, deve aver completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni senza aver ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;
  3. Il giovane deve essere occupato in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello Stato, ovvero deve essere occupato in settori economici in cui sia riscontrato il richiamato differenziale nella misura di almeno il 25 per cento, come annualmente individuati dalla Rilevazione continua sulle forze di lavoro dell’Istat e deve appartenere al genere sottorappresentato, ai sensi del D.M. 20 marzo 2013 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 153 del 2 luglio 2013).

Per maggiori informazioni vi consigliamo di consultare il sito internet del Ministero del Lavoro o quello dell’Inps.




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