Garanzia Giovani: cos’è, come funziona e come fare domanda

Garanzia Giovani: cos’è, come funziona e come fare domanda. Tutto quello che c'è da sapere sul programma, i servizi offerti e i requisiti necessari per poterne fare parte.

Dal primo provvedimento normativo che ha dato il via a Garanzia Giovani fino ad oggi tante sono le cose che sono cambiate. Correzioni, modifiche ed emendamenti successivi all’entrata in vigore, tuttavia, hanno sempre avuto come obiettivo, ovvero: migliorare e ottimizzare il più possibile l’intero sistema di Garanzia Giovani si basa. Come? offrendo, prima di tutto, maggiori sicurezze e possibilità ai soggetti coinvolti.


Per capire meglio come funziona questo servizio, però, bisogna prima di tutto chiarire che cos’è, individuare i soggetti a cui si rivolge e cercare di comprendere una volta per tutte come avviene l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Tutti quesiti questi che, oggi, possono essere risolti da un’attenda e dettagliata analisi del piano italiano di Garanzia Giovani.

Garanzia-giovani

Cos’è la Garanzia Giovani

Per spiegare meglio cos’è la Garanzia Giovani  oggi, è necessario prima partire dalle origini.  Tutte le iniziative in Italia promosse all’interno del piano Garanzia Giovani nascono a seguito di una forte spinta da parte dell’Unione Europea. Con l’obiettivo di favorire l’occupazione giovanile, infatti, sul piano europeo tanti sono stati i provvedimenti legislativi pensati e rivolti soprattutto agli under 30. Tra questi, sicuramente, merita di essere citata la Raccomandazione europea emanata dal Consiglio dell’Unione il 22 aprile 2013 che, per l’appunto, invitava gli Stati Membri a garantire ai più giovani un percorso formativo qualitativamente valido e, non di meno, delle opportunità di lavoro concrete entro 4 mesi dall’inizio della disoccupazione (o dalla fine del formale percorso di istruzione).

In Europa, infatti, il numero dei ragazzi e delle ragazze che hanno terminato gli studi e non hanno un lavoro, purtroppo, è terribilmente aumentato nell’ultimo decennio. Questa situazione, inevitabilmente, ha avuto delle ripercussioni negative anche sul piano economico internazionale. Per far fronte a questo problema, allora, nasce Youth Guarantee, programma europeo che ha come scopo principale la lotta alla disoccupazione giovanile.  Ai Paesi aderenti al programma, pertanto, l’Unione ha erogato negli ultimi anni tutta una serie di aiuti economici e finanziamenti volti appunto a migliorare l’occupabilità e a garantire ai giovani maggiori opportunità lavorative (sia a livello nazionale che internazionale). Tutte queste misure, in Italia, sono state promosse tramite il Piano Nazionale Garanzia Giovani, rivolto ai ragazzi e alle ragazze di età compresa tra i 16 e 29 anni che non hanno ancora raggiunto una certa stabilità lavorativa e/o vogliono migliorare le proprie competenze. Questi ultimi, nello specifico, possono usufruire di diversi servizi. Vi è la possibilità, per esempio, di accedere ad un tirocinio (promosso sempre nell’ambito di Garanzia Giovani) e ricevere in cambio, oltre che una formazione di tipo teorico – pratico, un corrispettivo economico. Per facilitare il loro inserimento lavorativo, inoltre, vengono riconosciuti tutta una serie di aiuti alle aziende che intendono assumerli (prima, durante e dopo l’adesione a Garanzia Giovani). Le politiche attive di orientamento, però, in questo caso parlano chiaro. Sia che si tratti di un’impresa che di un giovane disoccupato, bisogna essere in possesso di determinati requisiti per poter accedere al programma di Garanzia Giovani.

I tirocinanti

I ragazzi e le ragazze che possono prendere parte al programma Garanzia Giovani, in particolare, devono:

  • avere, come anticipato sopra, un’età compresa tra i 16 e i 29 anni;
  • essere in stato di disoccupazione;
  • aver concluso il proprio percorso di studi e/o formativo;
  • essere cittadini europei o stranieri regolarmente residenti o soggiornanti in Italia;
  • aver assolto al diritto e dovere all’istruzione e alla formazione se minorenni.

I soggetti ospitanti

Un datore di lavoro che intende assumere tramite Garanzia Giovani, invece, deve:

  • non aver effettuato, nei 12 mesi precedenti all’adesione al programma, licenziamenti se non per giusta causa o giustificato motivo soggettivo. In caso di licenziamenti collettivi o per giustificato motivo oggettivo e procedure di mobilità attive nel periodo indicato, pertanto, la possibilità di accedere al programma sarà negata;
  • non fruire, nello stesso lasso di tempo in cui accoglierà i tirocinanti, di altri aiuti economici o ammortizzatori sociali per attività considerate equivalenti a quelle di Garanzia Giovani;
  • garantire al tirocinante un percorso formativo coerente all’offerta di lavoro originaria e, quindi, mai impiegarlo in attività che siano lontane degli obiettivi formativi del tirocinio stesso;
  • essere in regola con la Legge 66/99, ovvero la Legge sul cosiddetto collocamento obbligatorio;
  • assicurare il rispetto delle norme in ambito di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro;
  • assumere un numero di tirocinanti che non sia superiore a quello che, per legge, può ospitare e assegnare a questi un tutor in grado di seguirli e accompagnarli lungo tutto il percorso (che può durare dai 6 ai 12 mesi a seconda dei casi).

Il rispetto di queste linee guida, in sostanza, non garantisce ai più giovani solo un  posto di lavoro, ma assicura loro il rispetto di tutta una serie di principi e norme che hanno come fine ultimo quello di tutelare loro come persone (prima che come lavoratori). Le realtà economiche che si fanno promotori ed ospitanti del progetto Garanzia Giovani, di contro, possono contare su tutta una serie di aiuti ed incentivi economici che, fin da subito, saranno in grado di abbattere i costi del lavoro e di dare loro un vantaggio non indifferente in termini finanziari.

Chi assume un giovane iscritto al programma Garanzia Giovani, per esempio, può oggi  usufruire del cosiddetto “bonus assunzione giovani”. Si tratta di un contributo economico erogato alle aziende in sei rate mensili di pari importo cui somma, in totale, varia dai 1.500 ai 6.000 euro a seconda che si tratti di un assunzione in  apprendistato o con contratto di lavoro a tempo determinato/indeterminato. Il sistema, dunque, funziona perché riconosce benefici ad entrambe le parti coinvolte nel contratto di lavoro. I risultati raggiunti con queste politiche a sostegno dell’occupazione, infatti, hanno spinto alla fine l’Unione Europea a stanziare nuovi fondi per il 2017 – 2020. Questa dotazione economica sarà destinata a progetti e iniziative che, anche in Italia, dovranno avere come obiettivo quello di migliorare l’occupabilità giovanile e le condizioni lavorative dei soggetti più disagiati.

Garanzia Giovani 2017-2020

A luglio 2017 l’Unione Europea ha deciso di destinare nuove risorse economiche al rifinanziamento di Garanzia Giovani. L’Italia, quindi, per contrastare la disoccupazione giovanile avrà a disposizione nuovi fondi europei che, insieme ai fondi nazionali, saranno utilizzati anche (e soprattutto) per promuovere iniziative in grado di rendere meno problematico l’inserimento lavorativo dei giovani. Il suo impegno a favore dei giovani, pertanto, l’UE ha deciso di estenderlo fino al 2020, probabilmente con l’intendo di riconfermare quelle che si sono dimostrate essere soluzioni vincenti e puntando ad un miglioramento della strategia attuale. Sulla stessa scia, inoltre, si è anche mosso il Governo Italiano che, l’1 marzo 2018, ha promosso un Protocollo d’intesa siglato tra Ministero del Lavoro, ANPAL e Confimi Industria (ovvero la Confederazione dell’industria manifatturiera italiana). L’accordo in questione, nello specifico, mira a correggere e potenziare l’intero sistema. L’obiettivo di questa intesa, dunque, è quello di promuovere la collaborazione tra Stato centrale, Regioni e amministrazioni pubbliche coinvolti dal Piano nazionale italiano Garanzia Giovani. Attraverso una definizione dei ruoli precisa e una partecipazione consapevole, dunque, verranno favorite tutte quelle azioni che:

  • garantiranno l’inclusione dei sociale dei giovani;
  • sosteranno (su più livelli) le iniziative di alternanza scuola lavoro;
  • promuoveranno percorsi formativi e professionali che puntini all’innovazione digitale e alla certificazione delle competenze.

Come è facile intuire, ancora una volta, lo scopo è quello di avvicinare sempre di più giovani e aziende, cercando di ridurre al minimo le distanze tra domanda e offerta di lavoro.

Garanzia Giovani: chi può accedere come funziona

Negli ultimi anni diverse sono state le iniziative promosse nell’ambito del piano Garanzia Giovani che, in concreto, hanno sempre coinvolto amministrazioni centrali e locali su più fronti. Oggi, inoltre, gli iscritti a Garanzia Giovani possono ancora godere di numerosi servizi pensati a loro sostegno.

Le misure previste dal Piano Nazionale Garanzia Giovani, difatti, sono tante e possono essere così riassunte:

  • Accoglienza. In questa prima fase, che essenzialmente coinvolge lo sportello informativo indicato dalla ragione competente, al soggetto verrà presentato in linea generale il programma. Obiettivi e modalità di attuazione verranno chiariti in ogni loro aspetto e gli interessati a prendere parte a Garanzia Giovani, che siano tirocinanti o aziende, verranno aiutati sia dal punto di vista pratico che professionale. Qualora fosse necessario, infatti, a questi verrà prestata assistenza per l’iscrizione online alla piattaforma di Garanzia Giovani, verranno mostrate le diverse opportunità lavorative e gli enti pubblici ai quali rivolgersi in caso di dubbi o problemi.
  • Orientamento. Dopo l’accoglienza il soggetto può passare alla fase di orientamento. L’ente preposto dalla Regione, nello specifico, gli organizzerà un colloquio con un operatore che si occuperà di accompagnarlo nella scelta del percorso professionale più idoneo. Valutate le predisposizioni personali del singolo individuo e le varie offerte, dunque, il tirocinante dovrà individuare (sempre assistito) le opportunità lavorative che meglio vanno incontro alle sue esigenze e ai suoi desideri di carriera.
  • Formazione. Garanzia Giovani non è solo lavoro sul campo ma è arricchimento culturale e possibilità di allargare le proprie conoscenze anche in ambito teorico. Il programma, infatti, riconosce ai propri iscritti la possibilità di intraprendere un percorso formativo finalizzato all’inserimento o al reinserimento nel mondo del lavoro. Questo processo, nello specifico, mira alla certificazione di competenze in grado di avvicinare il più possibile i giovani al settore professionale più di loro interesse. I ragazzi dai 15 ai 19 anni privi di qualifica professionale e/o di diploma, inoltre, possono (grazie ai programmi di reinserimento) riuscire ad ottenere un’attestazione valida delle loro conoscenze senza la quale, oggi, sarebbe molto difficile sperare di poter trovare un lavoro.
  • Accompagnamento al lavoro. Questo servizio, in concreto, viene offerto da Enti provati accreditati ai servizi al lavoro che, attraverso i loro operatori, agiscono in ambito regionale. A questa fase i soggetti accedono durante la fase di orientamento che, come già ripetuto più volte, punta all’inserimento lavorativo. Definito il piano personalizzato del singolo, dunque, si dovranno dare a quest’ultimo tutti gli strumenti necessari per iniziare. Gli operatori, per questo motivo, individuano le opportunità professionali disponibili al momento della ricerca, favoriscono l’incontro tra domanda e offerta (ovvero tra tirocinante e azienda ospitante) e aiutano nella fase di selezione. Se il colloquio fissato con il datore di lavoro va bene, inoltre, l’Ente accreditato deve garantire assistenza al giovane anche nella fase di assunzione, definendo il progetto formativo  e suggerendo a lui e all’impresa che assume il contratto più adatto al suo profilo personale.
  • Apprendistato. Come già accennato sopra, l’inserimento nel mondo del lavoro tramite Garanzia Giovani può passare anche attraverso l’apprendistato. In questo caso, infatti, si propone al tirocinante un contratto di lavoro dove teorica e pratica si alternano e puntano alla stabilità lavorativa. Dopo il periodo di formazione, infatti, il contratto di apprendistato può essere trasformato in contratto di lavoro a tempo indeterminato. A chi assume con apprendistato un giovane iscritto al programma Garanzia Giovani, inoltre, vengono oggi riconosciuti tutta una serie di benefici fiscali che abbattono i costi del lavoro e, cosa più importante, spingono sempre più datori di lavoro a seguire questo percorso.
  • Tirocini. I tirocini promossi nell’ambito di Garanzia Giovani hanno come obiettivo principale quello di far fare ai ragazzi pratica sul campo. In questo caso, dunque, chi è inoccupato o disoccupato potrà aggiungere e arricchire il proprio curriculum di nuove esperienze che, fin da subito, avranno un impatto positivo nella ricerca di lavoro. In materia di tirocini, però, bisogna rifarsi alle linee guida nazionali e vedere come queste, nelle diverse zone, sono state recepite da ogni singola Regione italiana. Solitamente, in questi casi, è prevista una piccola indennità erogata dalla regione per i tirocinanti che, a loro volta, possono scegliere tra un tirocinio extracurriculare o un tirocinio in mobilità nazionale e transazionale.
  • Servizio Civile. Gli iscritti a Garanzia Giovani, con il Servizio Civile, hanno la possibilità di collaborare con Enti ed organizzazioni molto attivi nel sociale. Ragazzi e ragazze di età compresa tra i 18 e 28 anni opereranno come volontari e verranno coinvolti in progetti di cooperazione, solidarietà e assistenza e avranno modo di acquisire tutte quelle competenze trasversali che, oggi, sono molto richieste e ricercate dai datori di lavoro.
  • Sostegno all’autoimprenditorialità. Garanzia Giovani, oggi, aiuta anche chi sogna di mettersi in proprio o di creare da zero una propria attività. Per favorire e sostenere i giovani che hanno una buona idea imprenditoriale, dunque, il programma riconosce un aiuto finanziario non indifferente, volto appunto a supportare economicamente l’autoimprenditorialità giovanile. Le persone a cui si rivolge questo sostegno devono avere un’età compresa tra i 18 e i 29 e, prima di poter godere dell’aiuto economico, devono seguire un apposito percorso formativo. Operatori qualificati dei Centri per l’Impiego, a questo punto, garantiranno loro assistenza e li affiancheranno lungo tutto il percorso di presentazione e realizzazione del progetto.
  • Mobilità professionale all’interno del territorio nazionale o in Paesi UE. L’importanza della mobilità nazionale e internazionale è ampiamente riconosciuta da Garanzia Giovani. A tal proposito, infatti, il programma mette a disposizione dei giovani dei voucher (di natura economica) volti a coprire i costi che spesso chi si trasferisce è tenuto ad affrontare (dal viaggia all’alloggio e il tutto per un periodo di sei mesi). Per poter usufruire di questo bisogna rivolgersi al Servizio per l’impiego che, attraverso la piattaforma EURES, supporterà gli aderenti al programma su più fronti (ricerca di un lavoro assistenza nel disbrigo delle pratiche etc.).
  • Bonus occupazionale per le imprese. Per risolvere il problema della disoccupazione giovanile molto importante è riuscire a coinvolgere le imprese. Tra le misure previste dal piano nazionale Garanzia Giovani, infatti, c’è quella di riconoscere agevolazioni fiscali e tributarie alle imprese che assumono ragazzi e ragazze disoccupati o inoccupati. L’obiettivo, nello specifico, è quello di abbattere i costi del lavoro invogliando le aziende a investire le risorse risparmiate in nuove assunzioni. Bonus e agevolazioni, negli ultimi anni, sono cambiati a seconda delle disponibilità in Bilancio e ai vari tipi di contratti proposti
  • Formazione a distanza. Una volta registrati a Garanzia Giovani sarà possibile accedere al portale e, quindi, alla propria area personalizzata. Qui, alla sezione E-learning, saranno messi a disposizione dell’utenti corsi di formazione che potrà seguire online che, tendenzialmente, hanno sempre come scopo quello di fornire ulteriori competenze (o migliorare le conoscenze già acquisite).

Come fare domanda

L’adesione al programma Garanzia Giovani, come abbiamo visto, avviene tramite registrazione online.  Prima, però, bisogna capire chi, in concreto, sono i destinatari della Garanzia Giovani. Il piano, lo ripetiamo, si rivolge infatti a giovani ragazzi e ragazze con un particolare profilo. Questi, cioè, devono:

  • avere un’età compresa tra i 16 e i 18 anni;
  • essere disoccupati o inoccupati;
  • non essere impegnati in alcun tipo di percorso formativo.

Si tratta quindi dei cosiddetti NEET (Not in Education, Employment or Training), ovvero giovani che non stanno studiando, non stanno lavorando e non si stanno formando.  Chiunque rientri in questa categoria, quindi, potrà aderire a Garanzia Giovani.

Per potere godere dei servizi previsti dal programma, in concreto, gli interessati dovranno:

  • collegarsi direttamente al portale di Garanzia Giovani, al sito web dell’ANPAL o alle apposite sezioni dei portali web regionali a questo dedicate;
  • compilare l’apposito form di iscrizione online;
  • aspettare che l’ANPAL, dove aver ricevuto la richiesta di adesione, invii all’e-mail fornita al momento della registrazione le credenziali di accesso;
  • accedere alla propria area personale e completare l’iter di iscrizione indicando in quale Regioni (o Provincia Autonoma) si vuole usufruire dei servizi messi a disposizione da Garanzia Giovani.

Una volta ultimata la fase di registrazione un referente regionale contatterà il soggetto appena iscritto al programma e lo inviterà a presentarsi presso gli uffici del Servizio per l’Impiego (o in un’Agenzia per il lavoro o qualsiasi altro ente accreditato). In queste sedi il ragazzo o la ragazza convocati sosterranno un colloquio di orientamento. L’obiettivo è quello individuare con precisione quelli che sono le attitudine personali e le ambizioni professionali del soggetto e, sulla base delle informazioni ottenute, definire il profilo del candidato e stilare un apposito Patto di servizio. Chi, prima del 2 febbraio del 2018 si era iscritto al programma tramite il portale Cliclavoro e registrato al sito web dell’ANPAL non dovrà registrarsi di nuovo. Per accedere ai servizi, infatti, gli basterà usare nome utente e password già utilizzati in passato nelle  precedenti piattaforme.



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