Furti nei supermercati: a sparire di più sono vini e liquori

Secondo la Coldiretti, sono questi i prodotti che bypassano le casse con più frequenza, seguiti da alcuni tipi di formaggi e dalla carne fresca e trasformata

La buona notizia è che, nel corso del 2015, i furti nei negozi italiani sono calati del 5%. Per via della leggera ripresa dalla crisi economica e del rafforzamento dei sistemi di controllo predisposto dagli esercenti. A rilevarlo la Coldiretti, che si è basata sui dati forniti dal Barometro Mondiale dei furti nel retail secondo cui il settore più colpito in Italia resta quello alimentare. I furti nei supermercati sono, insomma, quelli che si verificano con maggiore frequenza.


furti nei supermercati

image by Gts

E se vi state chiedendo quali sono i prodotti che spariscono di più dagli scaffali, senza essere pagati, sappiate che in cima alla lista ci sono i vini e i liquori, soprattutto quelli contenuti in bottiglie non troppo grandi né troppo costose. A seguire formaggi come il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano e la carne fresca e trasformata. Ancora: i formati già porzionati o le confezioni di piccole dimensioni sono quelli che vengono prediletti dai “cleptomani” del supermercato, che non disdegnano neanche i pre-affettati o pre-grattugiati i cui furti risultano in crescita. La merce esposta negli scaffali dei supermercati non è quasi mai protetta (fatta eccezione per le bottiglie di vini o alcolici più pregiati che si trovano solitamente chiuse in vetrina) e per questo, per i “professionisti” del furto, non risulta particolarmente difficile farli sparire. E stando ai numeri forniti dal Barometro mondiale, il danno non sarebbe di poco conto perché ammonterebbe a 2,95 miliardi di euro, a fronte di una spesa per prevenzione e difesa dai furti pari a 2,24 miliardi di euro.

Detto altrimenti: i furti nei supermercati italiani incidono sull’1,01% dell’intero fatturato (in Messico si arriva all’1,68%, mentre in Norvegia ci si ferma allo 0,75%). E se nel 70% dei casi, le “differenze inventariali” sono da collegare ai furti (il 45% dei quali commessi dai clienti e il 23% dai dipendenti), nel 19% dei casi si tratta invece di errori amministrativi e nel 13% di frodi perpetuate dai fornitori. Ma il settore alimentare non è l’unico in cui si registra una discreta frequenza di furti. Anche gli accessori moda, le calzature e i capi di abbigliamento sportivo escono spesso dai negozi senza passare dalla cassa, così come alcuni prodotti per la salute e il benessere (come le lamette, i cosmetici e i profumi) e alcuni prodotti di alta tecnologia (in primis accessori per il cellulare, ma anche iphone, smartphone, ipad e tablet).



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