Fumo sempre più tabù: stop alla “bionda” fuori dagli ospedali

Le nuove disposizioni impongono più restrizioni ai produttori e promettono multe più salate ai trasgressori

Con una circolare inviata ieri ai Prefetti, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha ufficializzato le ultime disposizioni relative alla lavorazione, presentazione e vendita dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati. La circolare ministeriale ha informato sull’ulteriore “stretta” imposta ai fumatori italiani che rischiano di pagare cara una loro eventuale “disattenzione”. Con il fumo che si fa sempre più tabù, incorrere in una sanzione salata sarà, infatti, più facile di prima.


“La finalità delle nuove norme (che recepiscono la direttiva europea 1014/40, ndr) – si legge nella circolare partita ieri dal dicastero della Salute – è assicurare un elevato livello di protezione della salute attraverso l’introduzione di maggiori restrizioni e avvertenze per dissuadere i consumatori e, in particolare, i minori dal consumo di prodotti a base di tabacco o contenenti nicotina”. In che modo? Obbligando i produttori di sigarette et similia ad apporre sulle confezioni avvertenze esplicite relative alla salute. Si tratta delle famose scritte che campeggiano, ormai da qualche tempo, sui pacchetti di sigarette o sulle buste di tabacco e che dovrebbero invogliare i fumatori a ridimensionare (o addirittura interrompere) la loro insana abitudine. A queste scritte dovranno aggiungersi anche delle foto a colori e l’indicazione di un numero verde contro il fumo. 

Le nuove disposizioni comunicate ieri dal ministro Lorenzin contemplano anche il divieto di vendere pacchetti di sigarette da dieci o buste contenenti meno di 30 grammi di tabacco. E impone ai produttori di non utilizzare additivi come la caffeina o le vitamine (che potrebbero rendere più “attrattivo” il prodotto) o come i coloranti o le sostanze che facilitano l’inalazione e l’assorbimento della nicotina che rischiano di rendere le “bionde” ancora più nocive. Stop anche all’utilizzo di aromi caratterizzanti come la frutta, le spezie e le erbe utilizzate fin qui per rendere più gradevole il gusto delle sigarette.

E non finisce qui: le nuove disposizioni trasmesse ieri ai Prefetti introducono il divieto di fumo “nelle pertinenze esterne delle strutture ospedaliere” esattamente come avviene, già da qualche tempo, nelle “pertinenze esterne” di scuole ed istituti di formazione. Più precisamente: al di fuori dei reparti di ginecologia e ostetricia e di neonatologia e pediatria, né i dipendenti né i pazienti né tanto meno i visitatori potranno più permettersi di accendere una sigaretta. A meno che non vogliano incorrere in una sanzione pecuniaria il cui importo è stato aumentato del 10%. E per finire il divieto di fumo imposto ai conducenti e ai passeggeri di auto (sia in sosta che in movimento) in presenza di minori e di donne incinte. Anche in questo caso, gli eventuali trasgressori verranno sanzionati con una multa “maggiorata” del 10%.




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