Fuga dall’università. In dieci anni 58.000 studenti in meno

I giovani italiani sembrano orientarsi sempre meno verso la laurea.  In dieci anni il numero di iscritti agli atenei è calato di 58.000 unità. Circa il 17% in meno, pari al totale degli iscritti alla Statale di Milano. E negli ultimi sei di anni, a scendere drasticamente è stato anche il numero di docenti, il 22% in meno in totale. Non è andata meglio ai corsi di laurea, che tra razionalizzazioni e vere e proprie eliminazioni ora sono 1.195 in meno rispetto a dieci anni fa. Secondo il documento del Cun (Consiglio Universitario Nazionale)  tale riduzione è collegata soprattutto a quella dei docenti, oltre che  a quella della spesa per il diritto allo studio. C’è però anche un altro aspetto. Non più tardi di qualche anno fa si parlava della “sovrannumero” di laureati presenti in Italia, rispetto ad un mercato del lavoro incapace di soddisfare la domanda, molto alta, di lavoratori della conoscenza.


Un fenomeno questo, che unitamente alla crisi economica, ha generato la cosiddetta “fuga dei cervelli” all’estero. Va forse in questo senso la scelta dei più giovani di iscriversi sempre meno ai licei, e sempre più agli istituti tecnici. Una scelta quest’ultima chew secondo un recerte rapporto del Censis appare in forte crescita, al punto da generare l’esclusione del 39% dei richiedenti proprio a causa della domanda troppo alta. In Italia le figure tecniche sono in effetti molto ricercate. Ancora il Censis, ha sottolineato come la previsione di  100.000 assunzioni nel settore, pari a al 17% del totale, ha generato un aumento di oltre il 15%4%  della “domanda di competenze tecniche nel periodo che va dal 2009 a fine 2012.

Il mercato quindi, almeno negli ultimi anni, pare aver “goduto” di una sorta di autoregolamentazione automatica. In ogni caso, secondo il Cun, l’Italia è agli ultimi posti in fatto di laureati “L’Europa – e’ scritto nel documento del Consiglio universitario – si allontana anche nel numero dei laureati, largamente al di sotto della media Ocse, siamo al 34esimo posto su 36 Paesi (anno 2012). Solo il 19% dei 30-34enni possiede una laurea, contro una media europea del 30% (rilevazione al 2009)”.



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