Manager in fuga: “All’estero si lavora meglio”

La crisi del mercato del lavoro italiano colpisce anche i manager, e non solo quelli – fortunati – appartenenti alla classe top. Secondo quanto afferma una recente indagine di AstraRicerche per Manager Italia e Kilpatrick, su un vasto campione, ogni anno circa 1.000 manager italiani decidono di abbandonare i confini natii per cercare soddisfazione in un’azienda estera.L’espatrio professionale sembra infatti essere una tendenza in continua diffusione, figlia legittima della necessità di cercare maggiori opportunità di crescita occupazionale.


Secondo il sondaggio si va all’estero per poter cogliere possibilità di lavoro più stimolanti di quelle presenti in Italia (51%), per poter compiere un’esperienza internazionale (38%) o, solo in misura limitata, perché il trasferimento all’estero è un passaggio obbligato nella carriera aziendale (24%), o ancora perché si è costretti dalla mancanza di opportunità nazionali (27%) o da motivi personali (9%).

Al di là delle motivazioni che spingono i manager a proporsi oltre confine, ciò che emerge è una piena soddisfazione delle condizioni di vita e di lavoro trovate all’estero: il 75% del campione si dice molto soddisfatto, mentre il 22% esprime un più tiepido parere positivo. L’87% si dice soddisfatto della nuova vita professionale, e l’81% apprezza le relazioni instaurate nel Paese di destinazione. A conferma di quanto sopra, l’evidenza che i manager presenti all’estero avrebbero riscontrato un maggior tasso di meritocrazia (86%) e una migliore possibilità di fare carriera senza conoscenze (79%).

Non tutti i dati sembrano comunque penalizzare il BelPaese. L’Italia rimane ancora il miglior posto dove vivere (84%), tanto che l’80% dei manager vorrebbe traslare nel mercato di destinazione alcune caratteristiche del luogo di origine. Nonostante l’Italia non offra più alcuna alternativa appetibile, il 92% dei manager valuterebbe di tornare nello Stivale durante la vita lavorativa per potersi riavvicinare alla famiglia (57%), per una migliore qualità della vita (45%) o per fruire di nuove eventuali opportunità professionali (37%).



CATEGORIES
Share This

COMMENTS