Formazione obbligatoria: per i docenti 50 ore all’anno di aggiornamento

I docenti e la formazione obbligatoria. Per loro 50 ore l'anno di aggiornamento.

A partire dal 2016, secondo quanto riportato nel testo del disegno di Legge della Riforma della scuola, tutti i docenti dovranno sostenere 50 ore all’anno di formazione obbligatoria, suddivise fra: incontri di accoglienza fra docenti, laboratori formativi, attività peer to peer di osservazione reciproca con l’affiancamento di un tutor ed infine corsi di formazione online per permettere a tutti di assolvere l’obbligo sancito dalla legge pur facendo fronte ai mille impegni quotidiani.


Le suddette 50 ore di aggiornamento permetteranno ai docenti anche di conseguire importanti scatti di merito. La formazione obbligatoria, infatti, inciderà, come è ovvio, anche sul curriculum di ciascun docente. Così come i giornalisti, che hanno iniziato il loro percorso obbligatorio di formazione nel 2014, anche i docenti avranno il dovere di partecipare a corsi e laboratori attenendosi alle attività che verranno definite per loro dalle singole istituzioni scolastiche, seguendo il piano triennale dell’offerta formativa; un piano che per ora appare diviso in 4 fasi. 

I 762.274 docenti in organico della scuola italiana, così come spiegato nella relazione tecnica del decreto legislativo, dovranno affrontare una prima fase di incontri di accoglienza e fine corso per la durata complessiva di 5 ore a gruppi di massimo 250 docenti.

Poi, i laboratori formativi dedicati: almeno 4 laboratori per l’approfondimento, della durata di 3 ore ciascuno a gruppi di massimo 30 docenti. Successivamente si passerà all’attività peer to peer: 4 o 5 ore di affiancamento con un tutor della scuola per scambio di esperienze tra pari e 4 ore di autoformazione e rielaborazione dell’esperienza. Infine , completeranno il percorso, corsi di formazione online per la durata di altre 20 ore. Con l’articolo 10 del disegno di legge sulla Buona Scuola quindi, anche gli insegnanti dovranno iniziare a tenersi aggiornati ed a svolgere i percorsi formativi studiati ad hoc per la loro professione. Per tale attività il Governo ha previsto una spesa di euro 40 milioni annui.



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