Formazione e lavoro, i giovani scelgono l’agroalimentare

Tra i diplomati sembra che l’indirizzo più difficile da reperire nel 2013 è quello agrario-alimentare. La conferma arriva da una recente analisi della Coldiretti sulla base dei dati Excelsior di Uniocamere. I dati non fanno altro che affermare le grandi potenzialità che il settore agroalimentare offre, un comparto molto attivo che potrebbe creare molti posti di lavoro.


Sempre secondo i dati, per il 32,5 per cento delle assunzioni programmate ci sono imprese che hanno difficoltà a reperire personale adeguato. Bisogna però capire per ‘adeguato’ le imprese cosa intendono. In sostanza sembra esserci un deficit in termini di formazione ed esperienza ma anche di aspettative, le imprese, secondo Coldiretti lamentano che le loro offerte non corrispondono pienamente ai ‘desideri’ del candidato.

Tuttavia sembra che i giovani abbiano le idee chiare sul proprio futuro, infatti, sempre secondo Coldiretti, sono aumentati gli iscritti al primo anno delle scuole secondarie che hanno optato per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera, ma anche quelle agli Istituti professionali e tecnici di agraria.

In media uno studente neoiscritto alle scuole superiori su 10 ha scelto gli Istituti professionali dedicati all’enogastronomia e all’attività alberghiera. I dati forniti dalla ricerca confermano l’inizio di una ‘rivoluzione culturale’. Una controtendenza chiara confermata anche dai risultati di un sondaggio Coldiretti/Ixe’ pubblicato poco tempo fa: il 54 per cento dei giovani oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale.

Le scelte dei giovani per l’indirizzo scolastico sono molto appoggiate anche dalle famiglie, ed in via generale il 50 per cento degli italiani ritengono che cuoco e agricoltore siano le professioni con la maggiore possibilità di lavoro mentre solo l’11 per cento ritiene che l’operaio possa avere sbocchi occupazionali. La visione dei ragazzi sembra condurli sulla buona strada, in un settore, come quello agroalimentare, che meglio di altri offre reali prospettive e maggiori vantaggi. Un valore aggiunto nella competizione globale per ricondurre il paese tra i primi posti, una qualità che senza dubbio ci ha distinti fino a prima della recessione.



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