Fondo garanzia PMI: ecco i nuovi criteri di accesso

Sta per giungere in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale che porta in applicazione i nuovi criteri di accesso al Fondo di garanzia per le pmi, ora usufruibile anche da parte dei liberi professionisti che ne rispettano i principali termini di caratterizzazione. I criteri di valutazione rivisti non sono costituiscono tuttavia l’unica novità del decreto: vengono infatti applicate nuove procedure semplificate, altre operazioni ammissibili e un incremento della garanzia fino all’80% per quanto attiene le operazioni finalizzate all’attività di impresa con durata non inferiore ai 36 mesi.


Come al solito, procediamo con ordine e vediamo in cosa consistono tutte le principali novità di questo importante decreto in dirittura d’arrivo.Anzitutto, per poter accedere alla procedura di ingresso al Fondo di garanzia – usufruibile per le operazioni che non sono assistite da altre garanzie), le imprese non devono avere degli eventi pregiudizievoli a loro carico (pignoramenti, protesti, ecc.) o, limitatamente alle società di persone, anche a carico delle persone che ne sono amministratori. Ancora, le imprese non potranno essere titolari di crediti scaduti da più di 180 giorni, o essere classificate presso gli archivi della Centrale Rischi come clientela in stato di incaglio o in stato di sofferenza.

Procedura ordinaria

Prima di tornare ad affrontare il tema delle semplificazioni procedurali, cerchiamo di comprendere in che modo viene realizzato l’accesso al Fondo di garanzia con la procedura ordinaria. I criteri sono innanzitutto differenti a seconda che si tratti di impresa operante nel settore manifatturiero, edilizia, alberghiero, pesca e piscicoltura o, in alternativa, di impresa che operi nel commercio, servizi e alberghiero (locataria dell’immobile).

Per quanto attiene le prime (imprese nel manifatturiero, edilizia, alberghiero, pesca e piscicoltura), la valutazione viene effettuata attraverso 4 differenti indici di merito, relativi alla copertura finanziaria delle immobilizzazioni, all’indipendenza finanziaria, all copertura degli oneri finanziari e all’incidenza del margine operativo lordo (cioè, il risultato della gestione caratteristica) sul fatturato. Per ogni indice andrà attribuito un punteggio da 0 a 3, con punteggio finale compreso tra 0 e 12.

Le imprese che hanno un punteggio tra 9 e 12 saranno classificate nel livello A; le imprese con punteggio tra 7 e 8 nel livello B; le imprese con punteggio tra 0 e 7 nel livello C. Fin qui, la gamma “standard” di elementi valutativi per la procedura ordinaria. Vi sono tuttavia almeno tre ordini di maggiore specificazione sui quali ci soffermiamo brevemente prima di passare alla procedura semplificata. Il primo è relativo alle start up, o alle imprese con meno di 3 anni di attività alle spalle. In questo caso l’accesso al Fondo è limitato esclusivamente per le operazioni con un programma di investimento e mezzi propri superiori al 25% dell’importo del programma, da documentarsi mediante versamento dei mezzi e prestazione di un business plan completo di bilancio previsionale per il triennio, compilato sulla base degli schemi che sono allegati al decreto.

Il secondo è invece relativo alle imprese che hanno dei cicli produttivi ultrannuali, operanti su progetto o su commessa, il cui rispetto degli indici potrebbe essere messo a rischio proprio dalla loro particolare natura di impresa. Per queste attività, è ammissibile l’accesso al Fondo a patto che l’operazione sia a finanziamento della copertura dei costi di uno specifico progetto, da documentarsi mediante presentazione di business plan su modello – schema allegato al bando. Non sono invece ammissibili a finanziamento le operazioni di durata finanziaria superiore al ciclo economico dell’iniziativa, e se il rapporto tra mezzi propri e costi dell’iniziativa è inferiore al 10%.

Terzo e ultimo aspetto di maggior dettaglio è relativo alla richiesta di accesso al Fondo da parte delle pmi in forma di cooperativa. In questo caso il margine operativo lordo è calcolato al lordo dei ristorni (cioè del vantaggio che viene erogato in favore dei soci). Prima di passare a un cenno della procedura semplificata, ci venga concesso di completare il tema della procedura ordinaria sulla base della valutazione delle pmi che operano nel commercio, servizi, e alberghiero (purchè, in questo caso, l’impresa beneficiaria del contributo sia anche locataria dell’immobile). Così come nel primo caso, anche qui intervengono 4 indici di valutazione (relativi a liquidità, indipendenza finanziaria, copertura degli oneri finanziari, incidenza del margine operativo lordo sul fatturato), con le già ricordate modalità di calcolo.

Procedura semplificata

Introdotto quanto precede, cerchiamo di comprendere in che modo le imprese possano fruire di una procedura semplificata che potrà rendere più snello l’iter di ottenimento e di concessione dei contributi. Il primo beneficio è innanzitutto relativo alla possibilità di poter presentare una autocertificazione del merito creditizio, ammesso che l’impresa rientri nella prima fascia di valutazione. È inoltre necessario – affinchè sia lecito il ricorso all’autocertificazione – che l’operazione finanziaria non abbia un importo eccedente il 40% del fatturato dell’impresa (come da ultimo bilancio d’esercizio approvato) o al 30% nell’ipotesi in cui l’impresa abbia una durata inferiore ai 36 mesi. Il fatturato dell’ultimo esercizio non deve inoltre essere inferiore a quello dell’anno precedente di oltre il 40%, la perdita non deve essere maggiore del 5% del fatturato e, infine, l’indice tra i mezzi propri e il totale del passivo deve essere almeno pari al 5%.

Procedura ancora più semplificata se l’operazione di natura finanziaria è di importo inferiore ai 20 mila euro. In questo caso è possibile poter autocertificare il merito creditizio in maniera più agevole, a patto che almeno uno degli ultimi due bilanci sia in utile, e che l’eventuale perdita che compare nell’ultimo bilancio non sia superiore al 10% del fatturato. Per le operazioni sotto i 10 mila euro, infine, l’autocertificazione è prevista per i finanziamenti tra i 18 mesi e i 30 anni, con piano di rimborso a rate mensili e preammortamento non eccedente i 6 mesi.




CATEGORIES
Share This

COMMENTS