Fondi pensione: renderli obbligatori è una buona scelta?

Rendere i fondi pensione integrativi uno strumento obbligatorio, magari accompagnato dall’abbattimento fiscale sulla loro contribuzione, potrebbe essere la soluzione più idonea per permettere ai giovani di ridurre il gap previdenziale in fase di continuo allargamento. Ad esserne convinto è il leader della Cgil, Raffaele Bonanni, secondo cui “se si vuole andare incontro ai giovani diventa obbligatoria o semi-obbligatoria la previdenza integrativa”.


Intervenuto recentemente in un convegno sulle pensioni, Bonanni ha poi aggiunto che “i dati della ragioneria mostrano che la sostenibilità delle pensioni è certa: siamo ben al di sopra della garanzia”. Il problema è pertanto quello di recuperare le cose che – evidenziava Bonanni come riportato dal quotidiano Il Sole 24 Ore – “sono state stravolte dalla legge Fornero e cioè una riforma senza fare differenze”.

Sull’importanza dei fondi pensione si annovera altresì la voce del ministro del lavoro Enrico Giovannini, che ha affermato come la previdenza integrativa sia una realtà nella quale l’Italia ha fatto importanti passi in avanti, nonostante la fase di lunga recessione. Pur senza ipotizzare una obbligatorietà, il ministro ha quindi aggiunto che “la previdenza integrativa, ancora una volta, è fondamentale per assicurare trattamenti futuri in un momento in cui l’economia cresce, in un momento in cui la disoccupazione si riassorbe. Questa è la priorità numero uno a cui tutti dobbiamo lavorare”.

Stabilito quanto sopra, cerchiamo di comprendere in termini semplici cosa siano i fondi pensione, e in che modo operino in favore dei loro iscritti. Il fondo pensione è uno strumento tecnico del secondo pilastro (cioè, la previdenza complementare), che serve a garantire al lavoratore una pensione integrativa rispetto a quella che già spetterebbe lui per legge (la c.d. “previdenza di primo pilastro”, erogata da enti pensionistici obbligatori come l’Inps). In altri termini, se il lavoratore si rende conto che la sua pensione sarà insufficiente per garantirsi un buon tenore di vita una volta terminato il rapporto di lavoro, può integrare i contributi previdenziali aderendo a un fondo pensione che andrà ad aggiungere la sua prestazione a quella già prevista dall’ente previdenziale obbligatorio.

In maniera ancora più concreta, attraverso il fondo pensione il lavoratore accantona una parte dei propri risparmi, rinunciando a una quota delle proprie risorse monetarie oggi, per avere una prestazione pensionistica aggiuntiva domani.

Il mondo dei fondi pensione è ampio e articolato, e non sempre è di facile fruizione informativa. A ciò si aggiunga il fatto che l’Italia è “recentemente” entrata nel mondo della previdenza integrativa con grandi numeri, e pertanto l’esperienza su tali strumenti tecnici non è molto elevata. Nei prossimi giorni cercheremo ad ogni modo di fare luce su questo importante aspetto, comprendendo quali siano le varie tipologie di fondi pensione esistenti, quali siano le loro differenze, come vengano regolati i funzionamenti e le prestazioni dei fondi e, naturalmente, quali siano i rischi e le tutele che il legislatore prevede nei confronti di tutti gli aderenti ai fondi pensione. I nostri esperti sono inoltre a vostra disposizione per chiarire qualsiasi dubbio legato alla fruizione di un fondo pensione, e delle sue prestazioni.




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