Fine vita: testamento biologico, accanimento terapeutico, eutanasia

Fine vita: cosa vuol dire testamento biologico (e come farlo), accanimento terapeutico, omicidio solidale, eutanasia

Come fare testamento biologico in Italia nel 2017? Dopo l’approvazione alla Camera dei Deputati del Disegno di Legge 1142 in merito alle “Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l’accanimento terapeutico”, la cosiddetta proposta di legge sul Testamento Biologico arriverà dopo l’estate al Senato. Negli ultimi mesi il tema, che va necessariamente trattato con la massima delicatezza, nel rispetto di tutti i punti di vista, è tornato di scottante attualità.


testamento biologicoI casi che hanno reso noto l’argomento

Prima il suicidio assistito di Fabiano Antoniani, Dj Fabo, il giovane fiorentino che in seguito ad un incidente stradale era rimasto cieco e tetraplegico, incapace di respirare autonomamente e nutrito attraverso il sondino. Lo scorso febbraio, in piena autonomia decisionale, Fabo si era recato a morire in Svizzera accompagnato dalla famiglia e da Marco Cappato, esponente del Partito Radicale. Cappato adesso attende di essere processato con l’accusa di ‘aiuto al suicidio‘ su richiesta del Giudice per le Indagini Preliminari di Milano.
Prima di Fabo c’erano stati i casi simili di Eluana Englaro, Luca Coscioni, Piergiorgio Welby, ancora presenti nella memoria recente degli italiani. In molti di questi casi, buona parte dei cittadini e dell’opinione pubblica italiana avevano solidarizzato con questi pazienti e con le loro famiglie in nome di un diritto – ancora tutto da riconoscere, all’interruzione delle terapie coatte, dei trattamenti obbligatori.
Infine, nelle ultime settimane, il caso – decisamente differente, di Charlie Gard, il bambino affetto da una malattia genetica molto rara, la Sindrome da Deplezione del Dna Mitocondriale. Malattia che il sistema sanitario britannico ha dichiarato incurabile, impedendo di fatto alla famiglia di aver accesso a nuove cure di carattere sperimentale. Cure che richiederebbero lo spostamento del bambino in altra struttura e ne metterebbero ulteriormente a rischio l’esistenza.

testamento biologico

Testamento biologico ed eutanasia sono la stessa cosa?

La questione è molto complessa e noi di Bianco Lavoro sappiamo che non è possibile descriverla in modo esaustivo nel breve volgere di un articolo. Quello che ci teniamo a fare – come nostro solito, è informare. Informare ad esempio sulla differenza che intercorre tra una legge che vieti l’accanimento terapeutico ed una che permetta l’eutanasia passiva, cioè lo “staccare la spina” al malato terminale sulla cui condizione i medici si sono espressi in maniera inequivocabile – che alcuni hanno definito anche “omicidio solidale”, e l’eutanasia attiva, cioè la fine vita indotta attraverso iniezione letale.

Testamento Biologico: cosa dice la nuova legge in corso di discussione

In che modo si può morire oggi in Italia? Si può morire di morte naturale o di morte violenta, ma mai per scelta di qualcuno. In Italia non si può dunque morire perché così hanno ritenuto di fare il medico curante e la sua equipe, lo specialista o una qualche istituzione sanitaria. Non si può altresì morire perché l’ha scelto il diretto interessato, il paziente, e nemmeno perché hanno espresso indicazioni in tal senso i familiari.

Fine vita: lo stato delle cose oggi in Italia

Il Disegno di Legge approvato in via parziale dalla Camera lo scorso 20 aprile 2017 nasce dalla spinta della Proposta di Legge di Iniziativa Popolare per cui l’Associazione Luca Coscioni – insieme ad altri soggetti, ha cominciato a raccogliere firme circa quattro anni fa (nel settembre 2013). Il disegno verte attorno a un tema specifico e nasce appunto per risolvere una questione pratica: attenuare gli eccessi dell’accanimento terapeutico.

A tutt’oggi in materia legiferano gli Articoli 579-580 del Codice Penale italiano, testo entrato in vigore nel lontano 1930, anni in cui regime fascista era in pieno dialogo con la Chiesa Cattolica per dirimere questioni di tipo spirituale e temporale. L’articolo 580 del C.P. condanna fermamentechiunque determina altri al suicidio o rafforza l’altrui proposito di suicidio” con pene che vanno dai 5 ai 12 anni. Le pene sono aumentate nel caso in cui la persona istigata sia minorenne o incapace di intendere e di volere per motivi quali infermità mentale, deficienza psichica, alterazione di coscienza dovuta all’assunzione di alcolici e droghe.

testamento biologico

Cosa si intende per accanimento terapeutico?

Quando parliamo di accanimento terapeutico stiamo facendo riferimento ad un comportamento ostinato da parte del personale medico nel sottoporre il paziente a cure gravose i cui risultati non hanno benefici comprovati. Nei casi di accanimento terapeutico le cure eccessive praticate sono fonte di dolore e sofferenza ulteriore per il paziente, che non sperimenta un miglioramento della sua condizione clinica e nemmeno della qualità di vita.
In un’accezione leggermente più vasta poi l’espressione accanimento terapeutico indica trattamenti sproporzionati rispetto all’obiettivo da raggiungere.

Allo stato di cose assistiamo ad un vuoto legislativo: da una parte c’è la Costituzione Italiana che difende il diritto inviolabile della persona a rifiutare le cure. Dall’altra questo principio non può estendersi oltre, non può superare il limite del diritto alla vita.

Emblematico in questo senso fu il caso di Piergiorgio Welby, intellettuale malato terminale di SLA, che morì in seguito alla sospensione attuata dal medico della ventilazione assistita. In questo caso il Giudice dell’Udienza Preliminare prosciolse il dottore reo dell’interruzione della ventilazione assistita, che venne considerata intervento terapeutico a tutti gli effetti. E in quanto tale da considerarsi trattamento sanitario a tutti gli effetti, che può essere rifiutato dal singolo paziente. La sentenza di Welby al momento rappresenta dunque il principio di riferimento a livello di Giurisprudenza, in attesa di un chiaro riferimento legislativo.

Cosa propone il DL 1132 per evitare l’accanimento terapeutico

La discussione in corso in parlamento parte quindi da un principio, la decisione circa l’estensione e la tipologia delle cure deve tenere in considerazione la volontà del paziente. Come? Vediamo insieme i primi quattro principali articoli del disegno.

Articolo 1 DL 1132

Nell’Articolo 1 del DL 1132 si dice che “nessun trattamento e diagnosi può avere luogo senza il consenso informato del malato”. Questo consenso previo deve essere registrato in forma scritta o attraverso dispositivi digitali. Può essere una scrittura privata o un atto pubblico registrato di fronte a un notaio, un pubblico ufficiale o un medico del Servizio Sanitario Nazionale.
Comunque vada questo atto deve essere rispettato dal medico, così da non incorrere in alcun tipo di responsabilità civile o penale relativa all’esercizio della sua professione.
Il consenso informato prende il nome di DAT – Disposizioni Anticipate al Trattamento e una volta registrato questo documento può essere modificato in qualsiasi momento, anche per via orale (alla presenza di due testimoni) se la situazione ha carattere d’urgenza.

Articolo 2 DL 1132

Per quanto concerne i minori, il consenso informato al trattamento riguarda i genitori, ma la volontà del minorenne deve essere comunque rispettata in relazione all’età e al grado di maturità. Il consenso della persona incapace è espresso o rifiutato dal tutore, considerando ove possibile la volontà del malato. Infine, nel caso di persona inabilitata, il consenso è espresso dal malato stesso. Nel caso di minore, persona interdetta o inabilitata, se manca il DAT è il tutore, il legale rappresentante ad esprimersi. Nel caso questi rifiuti le cure, in contrasto con la scelta del medico che le considera appropriate e necessarie, la palla passa al giudice tutelare.

Articolo 3 DL 1132

Nel DAT il paziente può disporre rispetto alle cure che accetta e che rifiuta, specificando in relazione ai singoli trattamenti sanitari, come la nutrizione e l’idratazione artificiali.
Tuttavia, nel caso in cui siano emerse motivate e documentabili possibilità di migliorare la condizione del malato – che non potevano essere previste quando è stato registrato, il DAT potrà essere “impugnato”.

Articolo 4 lDL 1132

A seconda del DAT si viene a definire un secondo atto, quello relativo alla pianificazione delle cure e al rapporto in essere tra medico e paziente nel momento in cui nel secondo viene a mancare l’autodeterminazione, la possibilità di scegliere nel possesso delle proprie facoltà intellettive e di linguaggio. Qualora si tratti di un “medico obiettore” dovrà intervenire altro medico della stessa struttura (anche privata o cattolica) per interrompere il trattamento.

Come fare il Testamento Biologico oggi?

Anche se il disegno di legge non è ancora stato convertito in norma, di fatto in Italia è già possibile registrare il proprio Testamento Biologico relativo alle disposizioni anticipate di trattamento. Per facilitare l’operazione esistono alcuni istituti privati come l’Associazione Luca Coscioni. Questo ente mette a disposizione online un modulo precompilato per il testamento biologico, segnala la lista dei Comuni italiani che hanno aperto un Registro dei Testamenti Biologici e impiega risorse ed energie per il riconoscimento legale delle disposizioni anticipate di trattamento.



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