Fine del roaming all’estero. Tutti i dettagli

Dal 15 giugno il roaming all'interno dei 28 Paesi Ue è stato abolito. A trarne vantaggio chi si sposta spesso all'estero per lavoro, ma per chi fa viaggi sporadici non mancano rischi

Da giovedì 15 giugno 2017 il tanto odiato roaming è stato abolito nei Paesi membri dell’Unione europea. Ricordiamo che il roaming consiste in un costo in più previsto dagli operatori telefonici per chi chiama, invia sms o naviga su internet da un Paese straniero. L’Ue, dallo scorso febbraio, infatti, ha stabilito i tetti massimi delle tariffe che gli operatori di telefonia mobile si pagano a vicenda quando i loro clienti si trovano all’estero. Attenzione però: la sostanziale scomparsa del roaming vale solo per i telefoni mobili. Ovvero, quando ci si sposta fisicamente da un Paese all’altro. Invece, chiamare da una linea fissa una persona in un altro paese europeo continuerà a costare di più.

roaming

Vediamo meglio come funziona l’abolizione del roaming e cosa cambia per noi italiani.

Come funziona soppressione roaming

Partiamo col dire che telefonate, messaggi e traffico internet all’estero costeranno quanto in Italia e rientreranno nei pacchetti stipulati con l’operatore nazionale. Chi invece ha un contratto senza soglie massime di minuti e messaggi continuerà a non avere limiti sulle chiamate e sui messaggi fatti all’estero. Tuttavia, per quanto riguarda i GB, è prevista una soglia oltre la quale si pagherà un supplemento che può essere anche molto salato. Fino a 7,7 euro per GB. Ma che in futuro si prevede di ridurre in questo modo: 6 euro per GB dal 1° gennaio 2018, 4,5 euro dal 1° gennaio 2019, 3,5 euro dal 1° gennaio 2020, 3 euro dal 1° gennaio 2021, per arrivare infine a 2,5 euro dal 1° gennaio dell’anno successivo. La soglia e i costi dei GB superflui dipenderanno comunque da ogni operatore ma dovrebbe garantire comunque di navigare abbastanza.

La soppressione del roaming riguarderà tutti i 28 paesi dell’Unione Europea (per ora anche il Regno Unito, almeno fino alla concretizzazione della Brexit). Per poi essere estesa in altri paesi non aderenti all’Ue: Islanda, Liechtenstein e Norvegia.

Abolizione del roaming: come saranno tutelati gli operatori telefonici

Comunque, l’Ue tutelerà anche le compagnie telefoniche. Soprattutto per evitare furbate da parte dei cittadini provenienti da paesi dove i contratti telefonici costano di più e così stipulano contratti con operatori esteri più convenienti. In che modo? Se entro quattro mesi una persona trascorre più tempo nel suo paese di residenza che all’estero, potrà usufruire liberamente delle tariffe nazionali a prescindere da quante volte e per quanti giorni visiti altri paesi europei. Se l’operatore rileverà che nell’arco di 4 mesi si è usato più il roaming che la rete nazionale, allora potrà imporre dei costi extra. Per poterlo fare, però, dovrà obbligatoriamente avviare una procedura di verifica che il cliente può comunque contestare.

Abolizione roaming: cosa cambia per italiani

Cosa cambia invece per noi italiani? Popolo di santi, poeti e appunto, navigatori? Nel nostro Paese alcune compagnie telefoniche hanno già cancellato i costi del roaming per i propri utenti prima del 15 giugno: i clienti TIM o Wind, ad esempio, possono già telefonare, mandare sms o navigare su internet nei paesi membri dell’Unione Europea con la stessa tariffa prevista per l’Italia.

L’attivazione del roaming avviene in automatico e non bisogna far nulla. La compagnia telefonica è altresì tenuta ad avvisare i clienti con un SMS gratuito. Le chiamate o gli sms inviati da residenti italiani dall’Italia all’estero non beneficiano della soppressione del roaming. Se invece si trovano all’estero, non devono preoccuparsi di quale operatore abbia il beneficiario. Ancora, ricevere una chiamata quando siamo all’interno di un Paese Ue non costerà niente. Invece, quando ci si trova sulle navi, occorre accertarsi che la linea da cui è servita sia terrestre. Infatti, l’abolizione del roaming riguarda solo la linea terrestre.

Tuttavia, gli operatori più piccoli o quelli virtuali possono adeguarsi alle nuove regole anche dopo il 15 giugno. Motivo? Gli operatori mobili che dovessero avere perdite superiori al 3% del fatturato per effetto della cancellazione del roaming, possono chiedere una deroga di un anno. La percentuale del 3% dovrebbe essere alzata per gli operatori virtuali, giacché, non avendo infrastrutture proprie, non beneficiano delle spese fatte da chi dall’estero viene in Italia e usa il roaming con il proprio cellulare.

Abolizione roaming: chi ci guadagna e chi rischia di più

Ma chi guadagnerà veramente dall’abolizione del roaming entro i Paesi? Senza dubbio i professionisti delle società votate all’export o comunque dipendenti di multinazionali che viaggiano spesso in seno all’Ue. Si calcola infatti che un manager, ma anche un venditore o un consulente, usa 4,5 giga di traffico dati e costa alla propria società circa 900 euro al mese solo di ricarica del telefonino. Questa extra spesa non ci sarà più. Chi rischia sono invece proprio i turisti che viaggiano sporadicamente. Se infatti da un lato risparmieranno nel loro viaggio europeo, è anche vero che rischiano di ritrovarsi aumenti di tariffe per opera della propria compagnia. La quale, andandoci a perdere con l’abolizione del roaming, sarà tentata di aumentare le tariffe nazionali.

Per mitigare questo rischio, la Commissione ha stabilito una tariffa della situazione tariffaria nazionale ogni due anni, proprio per verificare il non verificarsi di questi aumenti. Andrà davvero tutto così?


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