Fiducia: l’Istat certifica crescita importante, ma non tutti ci credono

Tra i più scettici, Federconsumatori secondo cui le stime rosee diffuse dall'Istituto potrebbero recare un grave danno al Paese

I dati diffusi ieri dall’Istat hanno parlato chiaro: gli italiani hanno recuperato la fiducia. Consumatori e imprese sembrano guardare, con ritrovata speranza, al presente e al futuro, come testimoniato dagli indici di clima di fiducia che hanno toccato i livelli più alti degli ultimi anni. Per quanto vada precisato che i nostri connazionali vedono più rosea la componente economica di quella familiare e che alcuni settori della nostra impresa rimangono comunque cauti su ciò che avverrà domani. Ma in generale, il valore di fiducia rilevato, a settembre, tra i consumatori (pari a 112,7) e quello certificato tra gli imprenditori (pari a 106,2) hanno messo nuova benzina nel motore dell’ottimismo filogovernativo.


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I dubbi di Federconsumatori

Ma non tutti la pensano allo stesso modo. A fornire una lettura molto più disincantata dei dati Istat è stata Federconsumatori, che ha sollevato dubbi sull’attendibilità della rilevazione lamentando il coinvolgimento di italiani espatriati all’estero. “Dubitiamo fortemente che, facendo riferimento ai cittadini che fanno quotidianamente i conti con disoccupazione, cassa integrazione, drastica diminuzione dei consumi e rinunce alle cure – hanno tagliato corto dall’associazione – i risultati sarebbero gli stessi”. Di più: “Diramando dati così rosei ed ottimisti si fa un grave danno al Paese intero – hanno rincarato da Federconsumatori – il Governo e le forze politiche si basano sui dati del principale istituto di statistica del nostro Paese per determinare le politiche economiche. Se i dati dicono che va tutto alla perfezione, il Governo non interverrà mai per dare quella svolta e quella spinta in direzione della ripresa di cui l’Italia ha ancora tremendamente bisogno”. 

Molto resta ancora da fare

Meno severo il giudizio del Codacons che, prendendo per buone le stime diffuse dall’Istat, si è limitato a notare: “Si tratta di un vero e proprio ‘tesoretto’ di cui il Governo deve fare buon uso, evitando di sperperare propensioni positive e aspettative di famiglie e aziende”. Più o meno quello che ha detto anche Confesercenti“L’accelerazione di settembre conferma la ripartenza e un generale consenso sulle misure messe in campo e anche su quelle annunciate dal Governo – hanno osservato – Adesso, però, la fiducia va premiata. In primo luogo, accelerando sulla revisione della previdenza, favorendo la flessibilità in uscita e le staffette generazionali; ma anche proseguendo con il piano di intervento predisposto per le imprese nel Mezzogiorno. Su tutto, serve una politica economica di sostegno alle nuove imprese – hanno sottolineato dalla confederazione – l’unica strada per garantire un recupero rapido dei livelli occupazionali”.




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