Fiducia al governo Letta: 235 voti a favore

Il governo Letta ha ottenuto la fiducia al Senato, campo di battaglia dove si decideva la vita dell'esecutivo di "larghe intese".


A sorprendere è tuttavia il "peso" della fiducia: 235 voti a favore e 70 contrari. Il "merito" è di una clamorosa retromarcia da parte di Silvio Berlusconi, che in mattinata ha sorpreso tutti anticipando che il Pdl avrebbe votato con la maggioranza.

Un passo indietro ripidissimo, che certifica nei fatti la resa del leader alle "colombe". Basti considerare, in merito, che i numeri per far continuare l'esperienza del governo Letta a Palazzo Madama erano già presenti, valutato che 23 esponenti di Pdl e Gal avevano già promosso una mozione a sostegno dell'esecutivo (elevabili fino a 35 secondo le dichiarazioni di Roberto Formigoni, uno degli aderenti alla fronda dei dissidenti.

Insomma, come ricordato dallo stesso premier, "la fiducia ci sarebbe stata comunque". Letta ha poi dichiarato come "l'Italia ha bisogno che non ci siano più ricatti, tipo 'o si fa questo o cade il governo', anche perchè si è dimostrato che il governo non cade (…) Non esiste un collegamento tra le vicende giudiziarie e la vita del governo".

Il vero sconfitto della giornata è pertanto il Pdl, e l'impressione è che la marcia indietro del Cavaliere non sia servita ad arginare la frattura nel proprio movimento. I firmatari della mozione di fiducia appartenenti al Pdl hanno infatti registrato la nascita di un nuovo gruppo parlamentare, con richiesta depositata da Fabrizio Cicchitto, con "guida" di Angelino Alfano.

A conferma di ciò, anche le parole di Mariastella Gelmini, che ha ricordato come "i destini si siano separati".



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