Federalberghi: per 48 milioni di italiani niente vacanze di Natale

Gran parte della popolazione italiana questo Natale non andrà in vacanza e, dato ancor più importante, dei 48 milioni che rimarranno a casa, 32 milioni non partiranno per economici. La “povertà turistica” denunciata da Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, caratterizzerà in modo pesante le vacanze natalizie degli italiani. In parole povere, metà dei residenti del Bel Paese non può economicamente permettersi di passare le feste per la Natività fuori casa, nemmeno per un giorno. Andrà forse un po’ meglio a Capodanno, ma è comunque fin troppo significativo il dato registrato dall’associazione di categoria: meno 8% rispetto a Natale 2012. Quest’anno si muoveranno su per giù sei milioni di persone, rispetto agli oltre 6,5 dell’anno scorso.


I perché di una simile flessione sono svariati, ma molti, di questi perché, sono anche piuttosto lampanti. Prima di tutto, viaggiare, costa sempre di più: il recente aumento dei carburanti e delle autostrade (come conseguenza di quello dell’Iva). L’eventuale tassa di soggiorno (a breve, tra l’altro, potrebbe entrare in vigore niente meno che quella sulle visite ai vulcani), utile e giusta fin che si vuole per chi la pensa così, ma pur sempre una spesa da sostenere. Per i moltissimi precari (per non parlare di chi è in cassa integrazione, o ancora di chi un lavoro l’ha perso e non riesce a trovarne un altro) c’è poi l’impossibilità o quasi di far rientrare nel bilancio familiare una cena fuori, perché la tredicesima è sempre più magra rispetto all’anno prima e magari in parte se n’è andata per quei pochi regali natalizi ai quali proprio non si è voluto rinunciare. Tutto questo, tra l’altro, per chi una tredicesima l’ha percepita. Se si aggiungono le spese per il mutuo o quelle per l’affitto, o ancora per qualche imprevisto, il risultato è chiaro: una miriade di piccoli e grandi esborsi che erodono mese dopo mese la già limitata capacità di spendere della grande maggioranza degli italiani, che sceglie quindi l’uscita “low cost”, o meglio ancora “no cost” da parenti e amici, con rientro a casa immediato.

La situazione è comunque da prendere con le pinze, e anche subito, soprattutto se si pensa che il turismo, sia quello interno che quello generato dai visitatori stranieri è una straordinaria fonte economica. I turisti, da sempre, “portano  soldi”, volendo dirla volgarmente e la loro presenza genera posti di lavoro. L’Italia è inoltre un Paese che a livello di bellezze naturali ed artistiche da visitare, ha ben poco da invidiare a chicchessia. Sono quindi straordinariamente condivisibili le parole di Bocca, rivolte sia al Governo che al Parlamento, con le quali viene richiesta “una strategia comune per far rivedere la luce ad uno dei settori maggiormente trainanti l’economia nazionale”, concretizzando tale strategia nel “sostegno all’innovazione, alla riqualificazione ed alla promozione” e nel “contrasto all’abusivismo ed alla concorrenza sleale”.




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