Fattura elettronica, i codici errore e le sanzioni collegate

Quali sono le sanzioni previste per la fattura elettronica e quali sono i codici errore che il Sistema di Interscambio potrebbe formulare.

L’avvento della fattura elettronica ha turbato gli equilibri di aziende e commercialisti, generando non poca preoccupazione sulle potenziali sanzioni cui si può andare incontro non rispettando in maniera adeguata i termini di emissione e di gestione dei documenti digitali.


fattura elettronica

Fattura elettronica: le sanzioni e i codici di errore

Anche se è vero che il legislatore ha stabilito che per il primo semestre non saranno applicate sanzioni, garantendo pertanto un più sereno avvento di questa nuova tecnologia di fatturazione, è anche vero che il primo semestre sta per giungere a termine e che, proprio per questo motivo, giunge con impellenza il momento di fare chiarezza sui potenziali errori cui si va incontro nella fatturazione elettronica, e quali sono le sanzioni collegate.

Codici errore fattura elettronica

Se si sbaglia nel produrre ed emettere la fattura elettronica, è possibile che il Sistema di Interscambio se ne accorga segnalando un codice errore.

I codici sono numerosi, e sono ricollegabili a differenti problematiche. Vediamo i principali:

  • codici errore file fattura elettronica: si tratta di codici di errore che indicano l’esistenza di problemi nel file della fattura elettronica, come 00001 (nome file non valido perché non rispetta i requisiti tecnici previsti dal SdI), 00002 (nome file duplicato, ricollegabile a fattura già inviata in precedenza), 00003 (le dimensioni del file contenente la fattura elettronica superano i 5Mb, che è il limite previsto dal Sistema), 00102 (file non integro, poiché manomesso o aperto prima che sia stato inviato al SdI), 00200 (file non conforme con lo schema XML);
  • codici errore identificativi fiscali: si tratta di codici di errore che si riferiscono all’identificazione delle aliquote fiscali, del codice fiscale o della partita IVA. In particolare, potrebbe emergere un codice 00400 (il file ha aliquota zero, cioè la fattura è in esenzione, ma non è stata indicata la natura di tale esenzione), 00401 (il file ha un’aliquota diversa da zero, ma contrasta con l’inserimento di una natura esente), 00403 (il file ha una data successiva rispetto a quella prevista per l’invio), 00411, 00413, 00414 o 00415 (il file ha valori di aliquota IVA che non sono previsti), 00417 (il file non contiene il codice fiscale e/o la partita IVA del soggetto emittente), 00418 (il file contiene una data che precede un documento già trasmesso, e che è connesso a tale file);
  • codici errore valore e numerazioni: vi sono poi gli ultimi codici di errore, che fanno riferimento ad altri valori o numeri errati, come 00421 (il file contiene un valore IVA che non rispetta i requisiti tecnici – valori decimali separati dal punto), 00422, 00423 o 00424 (il valore dell’importo non rispetta i requisiti tecnici di cui sopra), e infine 00425 (il numero contiene caratteri diversi da quelli numerici).

Sanzioni fattura elettronica

A riguardo delle sanzioni della fatturazione elettronica,  chi emette in ritardo tale documento, dal 1 luglio 2019 in poi (dal 1 ottobre 2019 nel caso di contribuenti che effettuano la liquidazione periodica IVA con cadenza mensile), è esposto al rischio di sanzioni: fino a tali date non sono invece previste sanzioni pecuniarie, a patto che si proceda ad adempiere entro i termini di liquidazione dell’IVA.

Altre sanzioni sono previste in caso di mancata emissione della fatturazione elettronica, con sanzione dal 90% al 180% dell’IVA relativa all’imponibile. Non solo: potrebbero sorgere problemi anche per quei soggetti che non ricevono la fattura elettronica e non fanno nulla in proposito.

La legge prevede infatti che se non si riceve la fattura elettronica, il cessionario / committente deve attivarsi procedendo all’emissione di un’autofattura da inviare mediante il Sistema di Interscambio (SdI) con indicazione della tipologia di documento TD20. In caso contrario, si rischia di rimanere esposti a una sanzione del 100% dell’imposta, con un minimo di 250 euro.

Vi è poi l’annoso capitolo dedicato agli errori involontari della fattura elettronica. In questo caso, però, per poter tornare sulla retta via è sufficiente emettere una nota di credito a storno della fattura elettronica, con riemissione della stessa fattura, ma – evidentemente – con un nuovo numero.




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