Fattura elettronica, cosa si rischia con i nuovi controlli

La fattura elettronica si avventa nella quotidianità delle imprese. Ma come sono andate le prime settimane? E cosa attendersi dai controlli?

Dallo scorso 1 gennaio 2019 la fatturazione elettronica ha fatto irruzione nella quotidianità delle imprese, non senza generare le prevedibili polemiche, qualche disagio e qualche iniziativa formale già preannunciata. Il Codacons, ad esempio, ha anticipato la presentazione di un esposto per interruzione di servizio, lamentando che la piattaforma non funzionerebbe in maniera continuativa ed efficiente.


Opposizioni a parte, dall’Agenzia delle Entrate fanno invece sapere che non vi sarebbero delle rilevanti criticità e che – anzi – i diretti interessati si sarebbero già adeguati in maniera opportuna alle nuove linee guida della fatturazione elettronica, con una percentuale di errori inferiori al 6%.

fattura elettronica

Nessun problema (secondo il Fisco)

Insomma, secondo il Fisco sembrerebbe proprio che l’avvento della fatturazione elettronica non abbia determinato alcuna criticità. Tant’è vero che, sottolineano dalle parti dell’Agenzia, la percentuale di errori riscontrata è ben inferiore a quella che fu rilevata nel momento in cui scattò l’obbligo di fatturazione elettronica per chi lavora con la Pubblica Amministrazione (circa il 30%).

In una nota, le Entrate sottolineano inoltre come le proprie sonde informatiche, che monitorano i flussi dei dati all’interno del server, non abbiano rilevato alcuna particolare criticità. In indiretta risposta alle lamentele di Codacons & co., l’Agenzia ha poi condiviso che non risultano interruzioni del servizio.

Le critiche degli addetti ai lavori

Di diversa opinione sono, evidentemente, gli addetti ai lavori. Dall’Ordine dei Commercialisti fanno sapere che la richiesta della proroga non è stata accolta, aprendo margini di potenziali problematiche soprattutto per le scadenze più importanti, e soprattutto per le piccole imprese. Dai banchi delle opposizioni parlamentari, Forza Italia ha sostenuto l’esposto del Codacons, e ha espresso dissenso nei confronti di un sistema che andrebbe a penalizzare soprattutto gli artigiani, i commercianti e le micro e piccole imprese.

I controlli dell’Agenzia delle Entrate

Polemiche, quelle di cui sopra, che dovrebbero farsi ancora più accese con il passare dei giorni. Lo scorso 18 febbraio era infatti il termine ultimo per i contribuenti per poter inviare i documenti della scadenza più importante di inizio anno tramite Sdi.

A questo punto la “palla” passa nel campo del Fisco, che dovrà verificare i dati inviati tramite il Sistema di interscambio: in tutto, 228 milioni di documenti, da parte di almeno 2,3 milioni di operatori che hanno utilizzato con alterna fortuna la fattura elettronica.

L’Agenzia utilizzerà ora le informazioni ricevute per poter effettuare una serie di controlli, in due direzioni contemporanee. Come annunciato dal direttore delle Entrate, Antonino Maggiore, da un lato infatti i dati verranno utilizzati per poter ampliare le operazioni di compliance, dall’altro lato invece serviranno per affrontare i casi più gravi, come quelli di frode. È in questo secondo ambito che scatteranno i veri e propri controlli.

Certo è – si può ben evidenziare – come il numero di informazioni che il Fisco dovrà ricevere e metabolizzare è davvero significativo. Con questo ritmo, infatti, a regime le fatture elettroniche potrebbero arrivare a superare la cifra record di 1,8 miliardi di unità. Si noti altresì un’accelerazione poderosa con il passare delle settimane, e delle scadenze: dai 100 milioni di documenti registrati nel mese di gennaio si è infatti rapidamente giunti a 228 milioni di unità nella prima metà di febbraio.

Insomma, pur con qualche fatica, gli operatori si stanno allineando alle disposizioni, inviando le fatture elettroniche secondo i formati previsti, con piattaforme prevalentemente a pagamento (o avvalendosi della consulenza dei propri professionisti), e riducendo in tal modo il margine di errore entro un limite di contenimento piuttosto positivo.

Per averne piena consapevolezza bisognerà però riservarsi qualche altra settimana di tempo, e comprendere come i primi controlli del Fisco avranno esito.




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