Fare marketing: lo scontro tra super robot Usa vs Giappone

Fare marketing vuol dire farsi venire delle idee originali e penetranti, come la sfida tra super robot Usa vs Giappone.

Due video di un minuto circa. Nel primo l’americana Megabots lancia la sfida, nel secondo i giapponesi della Suidobashi Heavy Industry l’accettano senza remore. Fantascienza? No. Cartoni animati? Quasi. Fare marketing? Sì e a livelli di eccellenza. Le appena citate sono due compagnie specializzate nell’industria pesante con l’interessante caratteristica di possedere entrambe un “robot gigante”.fare-marketing


Gli americani della Megabots, forti del loro ineguagliabile patriottismo e di una certa voglia di dimostrare costantemente di essere i migliori, non più di una settimana fa hanno pubblicato un video, girato con tutti i crismi made in Usa (compreso il mantello a stelle e strisce, da supereroe duro e puro, indossato dai protagonisti umani), in cui non hanno mancato di descrivere le meraviglie del loro robot gigante. Una per una. Concludendo poi con un definitivo “ Noi abbiamo un robot gigante, voi avete un robot gigante, tra un anno ci sfideremo”, chiamando in causa direttamente la Suidobashi Heavy Industry.

La risposta non si è fatta attendere. A distanza di pochi giorni è infatti arrivato il contro-video (con tanto di scimmiottamento) dal Paese del Sol levante. “ Questi sono sbucati dal nulla, ma la cosa è interessante”, hanno spiegato dalla Suidobashi. E ancora: “ Non possiamo perdere, i robot giganti fanno parte della cultura giapponese”. Chi non ricorda infatti i mitici Mazinga, Goldrake o Daitarn 3? Roba antica e da nostalgici? In Giappone sicuramente, ma nella Terra dei Samurai non si è mai smesso di creare manga (fumetti) e anime (cartoni animati) con protagonisti super robot enormi, come il bellissimo quanto recente Captain Earth. E allora? Allora, sfida accettata, ovviamente.

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La vicenda, qui raccontata molto velocemente, è senza alcun dubbio un eccellente esempio di come fare marketing ad alti livelli. E poco importa se le due compagnie protagoniste fossero già d’accordo o meno, come qualcuno di certo sosterrà, o avrà già sostenuto. Si è creato un legame attorno ad un argomento che appassiona milioni di persone in tutto il mondo. Un legame che attraversa l’oceano e che richiama elementi fondanti di intere nazioni: il patriottismo, la forza, il coraggio di accettare una sfida ignota, la cultura. Ciò che si può imparare da una simile quanto originale iniziativa è palese: non bisogna per forza essere dei colossi dell’industria per tirar fuori il coniglio dal cappello. Anche molto più in piccolo, una buona idea tale è e tale resta. Lanciare una sfida ad un concorrente diretto, se fatto con criterio e senza arroganza “negativa”, può essere certamente un’ottima strategia pubblicitaria, ma non solo. Basti pensare a possibili collaborazioni e sinergie potenzialmente attivabili.

Ecco, questo è fare marketing. E di idee come quella della sfida tra robottoni ce ne sono un’infinità; farsele venire in mente  e metterle in pratica può fare la differenza tra la vita e la morte di un’impresa. In Usa, in Giappone, o in Italia.



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