Fare impresa con il ‘telelavoro’. L’esperimento di un imprenditore francese

E’ stato ribattezzato il Robinson Crusoe dei nostri giorni, ma in realtà lui, Gauthier Toulemonde imprenditore francese ha voluto dimostrare con la sua ‘impresa’ che è possibile guidare un’azienda anche stando lontani migliaia di chilometri


Lontanissimo da tutto ma super connesso, con se aveva un computer, un tablet e due telefoni satellitari alimentati da pannelli solari. Con questa attrezzatura ha continuato il suo lavoro di ufficio come se fosse stato nel suo paese a Saint-André-lez-Lille. Toulemonde, fuso orario permettendo era costantemente collegato con i suoi colleghi, e per quaranta giorni dall’altra parte del mondo in una sperduta isola dell’Indonesia, ha dimostrato che grazie alla tecnologia  è possibile guidare un’impresa come la sua. Una società che pubblica riviste su filatelia e sul mercato immobiliare. Anche a distanza su un’isola lunga solo 700 metri e a cinque ore di battello dal villaggio più vicino.

Per riuscire nell’esperimento l’imprenditore ha investito quasi 10mila euro, senza l’ausilio di sponsor: “Per risparmiare limitavo al massimo le comunicazioni via telefono.

Usavo soprattutto email”. E per sopravvivere alla stagione delle piogge indonesiana, nella sua valigia aveva portato qualche provvista ma si è dovuto anche arrangiare, ha imparato a pescare. Ma la paura più grande, racconta, era una sola: perdere la connessione.

Toulemonde racconta la sua ‘scommessa’ vinta: “Il mio scopo era dimostrare che il telelavoro è possibile, anche nelle zone più remote. Nonostante la lontananza abbiamo chiuso i prossimi numeri delle nostre riviste nei tempi previsti, con gli stessi contenuti e la stessa impaginazione del solito”. I giorni trascorsi sull’isola indonesiana venivano raccontati in tempo reale sul suo blog. Al ritorno in patria però, spiega Toulemonde: “Mi sono quasi dimenticato cosa significa prendere il metro o rimanere bloccati nel traffico”.



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