Fare gli artisti nel Paese dell’Arte: Diego Senziani, da manager a imprendi-autore di driftwood art

Diego Senziani,  ex manager, dopo una crisi aziendale si ricicla come artista. Per una “coincidenza” incontra quella che diventerà una vera e propria passione, nonché il suo nuovo lavoro. Il driftwood artist sceglie e (quasi sempre) modifica legni spiaggiati, fino a farli diventare opere d’arte in tutto e per tutto. La concezione di driftwood art di Senziani è però differente da quella tradizionale. L’assenza di una qualunque modifica fisica dell’oggetto, che viene scelto attraverso pazienti ricerche, è sopperita e, forse, superata, dall’ambizione di infondere allo stesso oggetto un’anima.  Al “pezzo di legno” viene dato un nome, un “presente”, un mondo in cui vivere, fino a trasformarlo in un vero e proprio personaggio di fantasia.  Una ramificazione della driftwood art che l’artista non esita a definire “unica al mondo”. Ecco l’intervista rilasciata a Bianco Lavoro Magazine, con qualche consiglio pratico su come ripartire con successo.


Come e perché ha scelto la Driftwood Art, da cosa è stato ispirato?

La driftwood art valorizza i legni spiaggiati, in Italia, nonostante i chilometri di costa, è poco conosciuta. La scelta di dedicarmi a questo fenomeno creativo deriva da una coincidenza: sono appassionato di windsurf e su una spiaggia ho incontrato il mio primo “animalegno”,  il PesceLuna.  L’ho animato con una storia, poi ho fatto lo stesso con altri legni. Così ho scritto un libro a cui ho abbinato gli oggetti narrativi degli animalegni (per es. T-shirt ), un’idea per un regalo originale. Il mio progetto è simile a quello inglese di The cloud appreciation society, al posto della forma delle nuvole io valorizzo la forma naturale dei legni.

Quali sono secondo lei le competenze necessarie per essere un buon driftwood artist?

Generalmente gli artisti driftwood, per esempio Heather Jansch e Marc Bourlier, creano le loro opere assemblando legni spiaggiati oppure modificandoli. I miei legni sono pezzi unici e autentici, non modificati. Il mio è un lavoro di paziente ricerca del pezzo naturale che abbia una forma significativa, cioè che possa essere animata con una storia. La capacità artistica non sta nell’inventare e creare una forma come nell’arte tradizionale, ma nel “vedere” in natura una forma, interpretarla e renderla visibile attraverso una storia. Spesso si tratta di forme zoomorfe. Non occorrono capacità tecniche ma percettive, non ci vuole pennello né scalpello ma un occhio interiore. Tutti possono fare driftwood art narrativa, come l’ho definita, basta saper “vedere” e creare una storia che possa trasformare un  legno in un “animalegno”. Quest’arte esprime due valori che stanno diventando sempre più attuali: il recupero di oggetti attraverso la creatività (recyclart) e l’autenticità (la forma dei legni è naturale).

Lei vende tramite e-commerce, che tipo di mercato c’è (in Italia ed all’estero)? Quanto si può vendere? E qual è il prezzo medio di un’opera di questo tipo?

In Italia l’e-commerce , anche se per volume d’affari è in crescita del 18%, sul totale delle vendite retail rappresenta solo il 3%, mentre nei mercati maturi come Inghilterra, Usa, Giappone oscilla tra il 10% e il 14%. Inoltre le persone acquistano soprattutto dai grandi marchi pubblicizzati. In Italia il mercato della driftwood art è agli albori, mentre in Usa ci sono aziende che vendono legni ad architetti o artisti che poi creano opere d’interior design.  Il prezzo dipende dall’originalità del pezzo di legno, oscilla tra i 100 e 200 $. I miei pezzi però sono zoomorfi, animati da una storia, hanno un valore simbolico naturale. Si tratta di un’idea unica nel panorama internazionale, purtroppo c’è poco mercato per le nuove idee, perciò per ora lavoro soprattutto con l’idea regalo del libro abbinato ai prodotti narrativi.

Facendo un passo indietro, lei ha detto di essere stato licenziato in seguito ad una ristrutturazione aziendale,  come ha assorbito il colpo?

La legge dell’azienda è inversa a quella del mare dove i graduati sono gli ultimi a scendere dalla nave. Ogni dirigente sa che in acque burrascose sarà tra i primi a lasciare la barca. I rovesci si mettono in conto.

Era un manager, quanto ha contato la capacità gestionale rispetto ad un problema di questo tipo? Come l’ha utilizzata e quali risultati ha portato?

Un manager lavora facendo previsioni e impara a reagire, a intravedere le opportunità tra le pieghe della realtà, fa strategie e percorre nuove idee. In fondo è quello che insegnano le mie sculture “naturemade”,  che rappresentano metaforicamente la nascita elo sviluppo delle nuove idee: bisogna imparare a vederle nella natura, riconoscerle come forme significative tra molte altre forme, identificarle e svilupparle attraverso una storia in cui combinare logica e creatività. In qualità di forma-autore ho sviluppato un percorso formativo in cui queste sculture naturali sono strumenti per sviluppare il pensiero visivo.

Dando un occhio al suo sito si evince una padronanza della lingua italiana decisamente non comune. Gioca con le parole come fossero mattoncini di Lego, che formazione possiede?

Ho fatto il liceo classico e poi conseguito la laurea in scienze politiche: una combinazione tra logica e creatività.  Ho scritto 3 libri di narrativa, l’ultimo è Woodys, storie di original interior design, un progetto che va oltre il libro. Il mio sito è un e-commerce narrativo, perché prima di acquistare un oggetto occorre conoscere la sua storia, essere in sintonia con essa , inoltre ognuno può inventare una storia su una scultura in base a ciò che ci vede.

Ritorniamo  per un attimo al lato artistico. Come le è venuta l’idea di raccontare delle storie attraverso dei pur molto elaborati pezzi di legno? E da dove le vengono le idee per creare tutti quei personaggi dai nomi tanto improbabili quanto affascinanti?

Gli esperti di creatività sanno che ogni nuova idea è la rielaborazione di altre idee. In fondo anche Collodi (con dovuto rispetto) ha giocato con il legno, ha trasformato un tronchetto in un burattino attraverso una storia. Gianni Rodari nella sua Grammatica della fantasia dice che “una storia può nascere solo da un binomio fantastico”. I naturalisti, in primis Linneo, si sono da sempre divertiti a inventare binomi per identificare nuove specie. La mia ranantola e il mio tartadrillo dal punto vista nominale non dovrebbero creare più curiosità del pesce-cane, del gatto-pardo o della volpoca, la differenza è che invece di appartenere al regno animale appartengono al regno animalegno.  Sto creando la prima Enciclopedia degli Animalegni, sul sito ce ne sono circa 50, altri sono in garage in attesa di una storia, dalle mie incursioni nella natura torno sempre con nuove specie di animalegni, e poi ci sono quelli trovati dai fan dei Woodys su facebook.

Una persona ha perso il lavoro e ha tanta voglia di riciclarsi. Se le chiedesse qualche consiglio pratico, cosa le direbbe?

Dividerei in due la risposta. Se quella persona non è riuscita nella sua carriera a creare un piccolo patrimonio e deve sopravvivere le consiglierei di dedicarsi all’agricoltura. L’alternativa l’ho imparata da Seth Godin leggendo il suo libro Siamo tutti strambi. La nuova era del marketing su misura: se quella persona è “ricca”, cioè non necessariamente ha tanti soldi ma è consapevole di avere la libertà di scelta, dovrebbe dedicarsi alle idee che gli piacciono. Se molti di quelli che hanno conquistato questa libertà si dedicassero a ciò che amano sarebbero più consapevoli del valore della vita e lascerebbero spazi di lavoro ai giovani.

 

 

 




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