Fare e ricevere critiche costruttive: qualche consiglio per non sbagliare (con infografica)

C'è chi lascia il lavoro per colpa di un capo che non stima e chi lo fa perché non si sente considerato. Ecco perché è importante imparare a formulare giudizi nel giusto modo, facendo attezione a non ferire i collaboratori. Vediamo come si fa

Tentare di non giudicare gli altri è quanto di più faticoso si possa immaginare, specie in una società come la nostra che tende ad elargire biasimi con una  certa facilità. Ci ritroviamo a criticare chiunque per qualsiasi cosa: la vicina di casa che si veste in maniera discutibile, il cognato che non partecipa alle riunioni di famiglia, l’amico che non la smette di lamentarsi. E non lesiniamo rimbrotti e anatemi neanche a colleghi, dirigenti e sottoposti, soprattutto quando le cose non vanno bene e abbiamo bisogno di incolpare qualcuno. Ma fermiamoci un attimo a riflettere: se ricevere una critica immeritata può fare male, incassarne una ponderata può invece aiutare a crescere. Ecco perché abbiamo pensato di dedicare un articolo all’argomento, marcando l’accento sull’importanza di fare e ricevere critiche costruttive al lavoro. Proviamo ad analizzare meglio la faccenda, con l’aiuto di un’infografica che spiega come conviene comportarsi in determinate situazioni.


L’importanza delle critiche e dei feedback al lavoro

Il sito americano GetVoip ha realizzato un’infografica in cui ha messo in fila le cose che è meglio fare e quelle che è meglio evitare, quando si esprime un giudizio su una persona che, a vario titolo, lavora con noi. O quando, viceversa, ci si trova nella posizione di ricevere un feedback negativo che potrebbe far vacillare la nostra autostima. Stando ai dati raccolti da GetVoip (che attinge a fonti accreditate come la Harvard Business Review, Gallup News e il National Center for Biotechnology Information):

  • il 21% dei dipendenti interpellati crede che le sue performance lavorative non vengano controllate come dovrebbero dai superiori;
  • il 51% dei lavoratori Millennials vorrebbe ricevere riscontri sistematici e dettagliati da parte dei suoi datori di lavoro;
  • il 92% dei dipendenti intervistati concorda nel dire che, quando vengono formulati in maniera adeguata, i feedback negativi aiutano a migliorare le prestazioni lavorative.

Ecco perché un buon dirigente dovrebbe sempre prestare la giusta attenzione al modo in cui vengono formulati i giudizi sui suoi dipendenti, evitando accuratamente di usare toni o parole che possano sfiduciarli o ferirli. Scorriamo insieme l’infografica di GetVoip (in lingua originale), seguita dalla nostra personale rielaborazione, e impariamo a  fare e ricevere critiche costruttive destinate a fortificarci come uomini e professionisti.

Fare critiche costruttive

Se sei un capo che tiene alla crescita della sua azienda, evita di rivolgere critiche gratuite ai tuoi dipendenti e prova piuttosto ad attenerti a questi consigli.

Parla a tutti

La prima cosa da tenere a mente, quando si parla dell’importanza che deve essere riconosciuta ai feedback nell’ambiente di lavoro, è che questa va discussa con tutti e non con poche persone. Secondo le fonti citate nell’infografica, infatti, il 35% dei dipendenti lascia il lavoro per colpa dei giochi di potere che capta e intuisce all’interno della sua azienda.

Non criticare da solo

Evita di imporre solo il tuo punto di vista (anche se sei il capo), ma sforzati di confrontarti con gli altri per “costruire” delle critiche veramente ponderate ed edificanti. Al 38% dei dipendenti non viene mai chiesto di esprimere un’idea o di fornire un contributo. E questo, ca va sans dire, non fa bene al loro coinvolgimento e alla loro motivazione.

Usa il metodo S.M.A.R.T

Gli esperti suggeriscono di ricorrere a questo metodo che può far crescere del 30% la qualità delle perfomance lavorative. In cosa consiste? Nella formulazione di proposte tese a raggiungere obiettivi che risultino:

  • s come specific cioè specifici, precisi;
  • m come measurable cioè misurabili;
  • a come achievable cioè realizzabili;
  • r come relevant cioè pertinenti;
  • t come time-sensitive cioè urgenti.

Se devi proprio criticare i tuoi collaboratori, orientati su questi punti e fornisci coordinate precise.

Trova il giusto equilibrio tra le critiche e gli elogi

Quando devi emettere un giudizio negativo su un dipendente che non ha portato a termine un lavoro, non concentrarti solo sul momentaneo insuccesso, ma prova a tenere conto anche dei risultati positivi che è riuscito ad ottenere fin qui. Cerca, insomma, di bilanciare le critiche con gli elogi, senza mai risultare insincero. E’ una “delicatezza” che potrebbe fare la differenza visto che, stando alle fonti citate nell’infografica, il 43% dei dipendenti vede nelle critiche dei capi una totale mancanza di stima e di fiducia.

Ricevere critiche costruttive

Se sei un dipendente che tiene alla crescita della sua azienda, evita di irrigidirti ogni qual volta qualcuno ti giudica e attieniti a questi semplici suggerimenti.

Le critiche possono arrivare da tutti

E chi lo ha detto che l’unico titolato a giudicare il tuo operato sia il tuo capo? Metti in conto che alcune critiche potrebbero arrivare da colleghi e finanche da alcuni sottoposti. Fanne tesoro comunque perché, se si fondano su osservazioni legittime e acute, possono aiutarti a migliorare.

Mostrati curioso

Evita di seguire percorsi abbondantemente battuti (specie se non portano da nessuna parte) e prova a sperimentare metodi e strategie innovativi, che possono aiutarti a crescere e a dare il giusto valore agli eventuali feedback negativi. Stando a quanto certificato nell’infografica, il 57% delle aziende è infatti alla ricerca di candidati dotati di una certa curiosità intellettiva.

Non incassare passivamente

Partecipa attivamente al confronto col capo che ti riprende per una mancanza o una dimenticanza. Evita di incassare passivamente le sue critiche e ricordati, al contempo, di non mostrarti arrogante né irragionevole. Se hai sbagliato, riconoscilo, ma lascia intendere al tuo capo che non sei un bambino da punire o da poter umiliare pubblicamente. Il 31% dei dipendenti afferma di avvertire un senso di forte impotenza, quando viene raggiunto dalle sue critiche: evita di far salire questa quota dicendo garbatamente la tua.

Giudica anche tu

Non soprassedere sugli eventuali difetti del tuo capo, ma prova ad esprimere anche tu un giudizio cautamente sincero sul suo operato e sul suo modo di comunicare e relazionarsi. Non si tratta di mettersi nei guai da soli, ma di dimostrare a chi ti paga lo stipendio che tieni veramente al successo dell’azienda. E che speri vivamente che tutti diano sempre il meglio di sé. E’ un consiglio che, se seguito, potrebbe ridurre quella percentuale di dipendenti, pari al 75%, che rassegna le dimissioni per colpa del capo che non stima o non apprezza a sufficienza.

Cosa vuol dire, in definitiva, fare e ricevere critiche costruttive al lavoro? Correggere senza offendere e ripartire dagli errori che – com’è noto – possono insegnare tanto. Prepariamoci ad incassare i giudizi negativi nel giusto modo: i rimproveri che ci vengono rivolti non riguardano la nostra persona, ma il nostro modo di lavorare all’interno dell’azienda che è smpre perfettibile. Rimbocchiamoci le maniche e pretendiamo il massimo da noi e da chi ci sta intorno; per agguantare il successo, bisogna poter contare su persone che sanno formulare, elaborare e capitalizzare le critiche costruttive.



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