Fai un lavoro che non ti piace? Rifletti prima di mollare tutto

La fretta può essere cattiva consigliera: meglio valutare il quadro con attenzione e procedere con cautela. A volte basta solo concedersi un po' di tempo. Ecco alcuni consigli utili

Alzi la mano chi non ha mai preso una cantonata in vita sua. Chiunque decida di mettersi in gioco e provi a cimentarsi in qualcosa di nuovo si espone automaticamente al rischio di sbagliare. Ma diciamocelo schiettamente: una cosa è imboccare il vicolo sbagliato, quando si è in bicicletta; altra cosa è percorrere un tratto di autostrada in contromano, quando si è al volante di una vettura. Cosa vogliamo dire? Che certi errori sono più gravi di altri e possono procurare seri problemi. Realizzare di aver fatto la scelta sbagliata e ritrovarsi a fare un lavoro che non piace può, ad esempio, essere logorante. Cosa bisogna fare? Cerchiamo di capirlo insieme.


Cosa fare se ti ritrovi a svolgere un lavoro che non ti piace

Proviamo a immaginare tutti gli scenari: potresti ritrovarti a fare un lavoro che non ti piace perché, durante il colloquio di lavoro (che hai brillantemente superato), il selezionatore ti aveva dato un’immagine falsata dell’azienda o perché, a differenza di quanto era stato concordato, ti sei ritrovato a svolgere mansioni che non ti competono. Oppure a trarti in inganno potrebbe essere stata la fretta, accompagnata dalla necessità di guadagnare qualcosa al più presto. Sia come sia, se hai realizzato di aver fatto una scelta avventata (di cui ti stai già pentendo), c’è una cosa sola da fare: fermarsi un attimo e valutare il quadro con attenzione.

Se il lavoro che stai svolgendo controvoglia ti procura solo malessere e frustrazione, allora faresti meglio ad andartene. Ma se la situazione non appare poi così insostenibile, forse è il caso che tu stringa i denti e ti conceda un po’ di tempo. Perché la possibilità che le cose cambino e volgano per il verso giusto esiste eccome. Non essere precipitoso né rinunciatario: il tempo diraderà le nebbie e ti consegnerà la soluzione al dilemma. Nel frattempo:

Cerca di guardare in prospettiva

Ti hanno assegnato ad un dipartimento che non ti piace, alle dipendenze di un responsabile che non stimi, a svolgere mansioni che non ti appassionano, ma non è detto che le cose restino sempre così. Se sei stato assunto da un’azienda che consente ai propri dipendenti di crescere e ravvisi buoni margini di miglioramento e interessanti prospettive di avanzamento, forse è il caso che tu resti dove sei e che ti impegni al massimo delle tue possibilità. Qualcuno, prima o poi, dovrebbe notare il tuo talento e la tua dedizione e scegliere di premiarti affidandoti incarichi più gratificanti. Magari devi solo fare un po’ di gavetta ed aspettare che le tue competenze vengano riconosciute e valorizzare come meritano. Datti da fare e guardati intorno: potresti trovarti già nella struttura giusta, quella destinata a regalarti robuste soddisfazioni.

Dai comunque il meglio di te

Se hai, invece, realizzato di trovarti nel posto sbagliato e pensi che l’azienda che ti ha assunto non riuscirà mai a renderti un lavoratore sufficientemente appagato, allora faresti meglio a cercare altrove. Ma non nascondiamoci dietro un dito: la ricerca potrebbe protrarsi a lungo e, nel frattempo, non potrai esimerti dal fare quello che non ti piace. Fallo con lo spirito giusto: non permettere che la tua frustrazione infici la qualità della tua prestazione e cerca di instaurare e mantenere rapporti cortesi e collaborativi con tutti. Meglio lasciare un ricordo positivo di te e dimostrare che, nonostante l’insofferenza per il lavoro che sei stato chiamato a fare, hai sempre tentato di fare squadra e di dare il meglio di te. La tua etica e la tua professionalità lasceranno il segno e ti procureranno il rispetto e l’apprezzamento di tutti. E non è escluso che qualche collega o datore di lavoro possa pensare a te, in futuro, qualora dovesse decidere di avviare un’impresa tutta sua. Semina bene, anche se sai che abbandonerai presto il campo, perché potresti raccogliere i frutti quando meno te lo aspetti.

A tutti capita di fare passi falsi e di imboccare la via sbagliata, non facciamone una tragedia. L’importante è dare sempre prova del proprio valore e non lasciare che la rabbia o la frustrazione prendano il sopravvento. Sforzarsi di cogliere sempre il lato positivo delle situazioni (anche di quelle più sgradevoli e faticose) è la chiave per crescere e maturare ogni giorno di più. E per acquisire una consapevolezza che dovrebbe ridimensionare la frequenza dei “deragliamenti” che aiutano comunque a fortificarsi. Quello che appare un errore potrebbe diventare una ghiotta opportunità.

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