Export Manager e Analyst: due figure di un mondo del lavoro che non conosce crisi

Le aziende che vanno bene? Quelle che puntano sull’export. Le figure più ricercate nel mondo del lavoro?  Semplice, gli export manager. Detta così sembra facile e banale, ma la questione e seria ed importante visto che tale figura e quella dell’analyst non conoscono crisi all’interno del mercato del lavoro ed anzi offrono concrete possibilità d’impiego  Il 34,9% delle aziende si sta dotando o si è già dotato di questo tipo di professionisti per ampliare i propri orizzonti e puntare ai mercati esteri con cognizione di causa, cercando di entrarci senza esserne schiacciati. Secondo l’Istat però, almeno il 20% delle imprese non riesce ad aggirare il fatto che la domanda interna si stia continuamente contraendo, subendo così una sorta d’immobilismo. Diminuisce  inoltre il numero di imprese in grado di puntare sull’internazionalizzazione, non trovando il giusto professionista che possa traghettarli degnamente fra le insidie dei mercati stranieri.


Cosa fa un export manager? Si tratta di professione ben precisa. Chi la esercita è un dirigente esperto di mercati internazionali, che conosce bene le imprese straniere ed il mondo del commercio e che sa come, seguendo le varie regole, trovare una via commerciale anche dove apparentemente non c’è. Ovvero è l’uomo giusto per aprire nuove strade di business e assecondare le esigenze dell’impresa, grande o piccola che sia, capendone le potenzialità e conoscendone bene le caratteristiche. L’export manager deve infatti essere  molto “esperto” dell’azienda per cui lavora. Solo così  può riuscire ad inaugurare nuovi mercati al di fuori dei confini dell’Italia. Oltre a conoscere il mondo interno deve però essere estremamente cosciente anche di quello esterno, ovvero il mercato di riferimento, i competitor, ma soprattutto i potenziali acquirenti o clienti e le loro caratteristiche.

L’Analyst, invece, è un vero e proprio consulente. A metà fra l’ingegnere e l’esperto di economia, l’analyst è un consulente di direzione ed un business developer. Lavora quindi a stretto contatto con le più alte cariche aziendaliNelle grandi imprese la figura dell’analyst va a braccetto con quella dell’export manager. Uno supporta l’altro. Nelle medie o piccole imprese si rischia, invece, che questa figura sia ricoperta dalla stessa persona, ma l’analisi dei mercati e delle capacità dell’impresa da gestire è comunque sempre alla base di tutto. 

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