Esportazioni: la loro crescita fa ben sperare

Vede rosa l'Ice, che ha certificato un aumento delle esportazioni (pari al 4,1%) destinato - a suo parere - a crescere ulteriormente

La ripresa della nostra economia? Partirà dal rafforzamento dell‘export. E’ questa la convinzione di Riccardo Maria Monti, presidente dell’Ice (Italian Trade Agency), l’agenzia che si occupa di promuovere il made in Italy all’estero e di favorire l’internazionalizzazione delle nostre imprese. Il quale, presentando i risultati dell’ultimo Rapporto sull’economia internazionale italiana, ha tradito un certo ottimismo parlando di stime in costante crescita.


Nel dettaglio: “In uno scenario internazionale di grandi cambiamenti – ha detto Monti – l’economia italiana ha imboccato finalmente la via della ripresa. I dati raccolti riferiscono, infatti, di un export che, nei primi 5 mesi del 2015, ha fatto registrare un +4,1% su base annua: un avanzamento che ha spinto il presidente dell’Ice a prefigurare risultati ancora più rotondi, pari al 5%, per la fine dell’anno. E scenari ancora più rosei, secondo Monti, potrebbero profilarsi nel 2016, anno in cui l’accelerazione delle esportazioni italiane potrebbe farsi ancora più marcata agguantando una crescita del 7%.

Ma tornado all’immediato passato: “Nel 2014 – ha riferito il numero uno dell’Ice – è stato raggiunto il record storico di esportatori, oltre 212 mila, circa 22 mila in più”. Una crescita che (in buona parte) sarebbe da collegare al “debutto”, sui mercati esteri, di molte aziende di piccole dimensioni. Ancora: i Paesi in cui siamo riusciti a “piazzare” bene i nostri prodotti sono stati diversi, ma in cima a tutti vanno sicuramente segnalati gli Stati Uniti d’America che hanno fatto registrare un aumento del 30% delle nostre esportazioni (più del doppio della media Ue). A seguire l’India (+14,2%), il Medio Oriente (+11,6%), il Regno Unito (+9,4%), la Polonia (+8,2%) e la Turchia (+6,7%).

E se vi state chiedendo cosa siamo riusciti a vendere meglio all’estero, sappiate che, nei primi 5 mesi dell’anno, l’export dei prodotti agroalimentari è cresciuto del 6%, quello degli autoveicoli addirittura del 36% e quello dell‘Ict dell’8,6%. Infine: se il Nord e il Centro del Paese hanno fatto rilevare incoraggianti passi avanti, a rimanere indietro è stato, invece, il solito Sud dove a distinguersi – in negativo – sono state la Puglia (per effetto della crisi dell’Ilva che ha causato un tracollo delle esportazioni di acciaio) e le Isole, con i prodotti petroliferi in caduta libera.

 




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