Export e commercio elettronico, le due leve per le aziende del futuro

Un nuovo piano governativo punta su export e commercio elettronico per il successo delle pmi italiane nel mondo.

A ben leggere l’ultimo sforzo firmato dal ministro allo sviluppo economico, Federica Guidi, sembrerebbe piuttosto evidente intuire come siano l’export e il commercio elettronico le due leve sulle quali il governo intende puntare maggiori iniziative per garantire una migliore diffusione del made in Italy. Iniziative che per il momento vanno a concretizzarsi in un fondo da 260 milioni di euro. Nell’aleatorietà che possano essere troppo pochi o, per lo meno, insufficienti per un piano di ampio respiro, vediamo di che si tratta.


export-pmi

 

Commercio elettronico per le pmi

All’interno del “Piano per la promozione straordinaria del made in Italy“, una parte fondamentale è relativa alle iniziative di commercio elettronico per le piccole e medie imprese. Stando al ministro, il web può consentire alle pmi di superare i propri limiti dimensionali e di localizzazione, grazie a un accesso immediato ai mercati globali.

In particolare, la misura prevede la promozione – mediante attività di web marketing nei principali Paesi europei ed extraeuropei – della piattaforma Italydock, posta in realizzazione da Poste Italiane con l’ICE, nell’ambito delle attività del gruppo di lavoro per le pmi.

Export manager per le pmi

Secondo punto di riferimento nell’ambito del piano licenziato dal ministro Guidi è rappresentato dalla possibilità di incrementare il numero di export manager disponibili sul mercato, rispetto alla domanda delle imprese che necessitano di tale figura professionale. Gli export manager da formare potranno affiancare le aziende in modalità temporanea, nella misura – si stima – di 400 professionisti, e 2.000 imprese servite.

Altre iniziative per le pmi

Le iniziative in favore delle piccole medie imprese non sono tuttavia finite qui, visto e valutato che il governo intende cavalcare nel brevissimo termine il progetto Expo is now, gestito in collaborazione con il padiglione Italia, con previsione dell’organizzazione di incoming di oltre 150 top manager presso le aziende sul territorio italiano.

Occhi aperti, a proposito di commercio internazionale, anche alla possibilità di poter adottare un segno distintivo unico per le produzioni agricole e agroalimentari italiane. Un modo per poter superare la frammentazione del sistema agroalimentare italiano, usufruendo di un’immagine unica e coordinata nei confronti degli operatori internazionali e dei consumatori esteri.




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