Expo delle Startup: a Milano l’incontro tra neo-imprenditori e finanziatori

lampadina accesaIl 19 al 20 giugno, a Milano, per l’Expo delle Startup. Addetti ai lavori, incubatori, acceleratori, venture capitalist e business angels si incontreranno per stringere accordi e migliorare i propri affari. Neo-imprenditori e finanziatori a stretto contatto, i primi a caccia di risorse, i secondi a caccia di talenti e business. L’evento, organizzato dalla community degli startupper, è parte integrante di  Cross Creativity,  l’iniziativa che vede Creatività e Cultura al centro dell’Innovazione, messa in campo dalla Regione Lombardia, Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie, e che include anche il CCAlps (programma Europeo di sostegno alle Creative Companies).


Un evento tutto dedicato agli startupper (in Italia rappresentano ormai un veemente movimento di natura socio-economica) che già commercializzano il proprio prodotto e pronti a sfidare il mercato a colpi di innovazione e creatività nei settori più disparati: dall’ advertising al publishing, dal gaming al design incorporando però anche i capisaldi del Made in Italy come Food, Fashion, Turismo, Sport e Wellness,

Gli startupper presenti all’Expo avranno la possibilità di confrontarsi e dialogare con esperti del settore come TTVenture, Innogest, 360 Capital Partners, l’associazione dei Business Angel Italiani (IBNA), Italian Angels for Growth (IAG), e colossi come Unicredit e Banca Intesa, nonché con svariate società di telecomunicazioni e numerosi tra incubatori e acceleratori.

La due giorni milanese offrirà anche l’opportunità di affrontare tematiche importanti, come ad esempio quale tipo di startup sostenere, approfondendo i risultati delle politiche sviluppate in questi anni per il settore culturale e creativo e le nuove opportunità in Europa. A questo proposito, Francesco Mantegazzini, ideatore dell’evento, sottolineando l’importanza del Made in Italy, ha spiegato che “Il decreto del Mise (Ministero dello Sviluppo Economico, Nda) per incentivare le startup innovative ha un limite: si riferisce alle neo-imprese ad alto contenuto tecnologico che, paradossalmente, sono quelle che meno ci invidiano all’estero. Fuori dai confini nazionali, infatti, siamo ammirati più per food, design e moda che per le nostre qualità hi-tech. È necessario, quindi, riportare l’attenzione su tutte le startup, soprattutto quelle che possono rilanciare il Made in Italy, non solo su quelle tecnologiche”.

Non è una scusa per abbattersi o per non provarci: bisogna però avere “un ottimo team di lavoro – ha spiegato ancora Mantegazzinie un’idea originale, che possa soddisfare un bisogno” oltre che preoccuparsi di avere “la possibilità di utilizzare il progetto della startup a scopo personale a prescindere dal ritorno economico”.



 

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