Evade 76mila euro di Iva causa crisi, assolto

Non è la prima sentenza ad andare in questa direzione. Un imprenditore 54enne di Aosta è finito in tribunale per aver evaso 76mila euro di Iva. Ma la parola “evaso” forse suona un po’ forte in questo caso. La colpa è stata infatti attribuita alla crisi. Il giudice monocratico Davide Palladino ha assolto il titolare di un negozio dall’accusa di evasione perché “il fatto non costituisce reato”. Pierino Fratallone infatti, questo il nome dell’imprenditore, se avesse potuto, l’Iva l’avrebbe versata e magari anche volentieri.


La situazione economica della sua azienda però, nel 2009, anno del mancato pagamento, era molto critica. Impossibile quindi sborsare una cifra così ingente. Ed è proprio questo che ha verificato il giudice prima di emettere una sentenza che, come quella di qualche settimana fa, provocherà un certo dibattito: la sostanziale impossibilità concreta di pagare. Quest’ultima, se accertata, sembra quindi essere un elemento fondamentale.

A fine ottobre a Milano, si è verificato un caso analogo. Un imprenditore accusato di aver evaso l’iva per ben 180.000 euro. Il motivo è però di fatto identico a quello di Fratallone e cioè l’essere nella totale impossibilità di pagare, tanto che la decisione presa è stata quella di comunicare all’Agenzia delle Entrate di non  essere in grado di adempiere all’imponente obbligo fiscale. Anche in questo caso, il giudice ha assolto l’imputato, perché quest’ultimo non aveva la volontà di omettere il pagamento. E’ stata infatti, anche per la vicenda milanese,  una profonda crisi aziendale ad obbligare il titolare dell’azienda a non pagare l’Iva.




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