Europa Creativa: specifiche e requisiti per i finanziamenti Ue

Pochi giorni fa vi abbiamo parlato del programma Europa Creativa,  destinato  a sostenere iniziative, attività ed imprese culturali nei territori Ue.  I finanziamenti previsti per il periodo 2014-2020 ammontano a quasi un miliardo e mezzo di euro, ma, come richiederli? Esistono criteri ben precisi da rispettare per poter tentare di accedere ai fondi europei. Innanzitutto va detto che, come accennato ieri, Europa Creativa racchiude in sé i programmi Cultura, MEDIA e MEDIA Mundus. In Italia, nel 2007, il Ministero dei Beni Culturali ha predisposto un sito ad hoc per il programma Cultura, evolutosi in un altro sito, dedicato ad Europa Creativa . E’ stato recentemente creato anche un portale a cui fare riferimento per il sub-programma MEDIA.


Forniti i riferimenti necessari, vediamo quali sono i requisiti da rispettare. Così come scritto sul sito del Ministero, al programma Europa Creativa possono partecipare “Tutti gli enti pubblici e privati del settore culturale e creativo preferibilmente no profit e legalmente riconosciuti in uno dei paesi partecipanti al programma (le persone fisiche non sono ammesse ed è necessario essere riconosciuti legalmente da almeno 2 anni)”. I settori di finanziamento sono stati suddivisi in quattro categorie: progetti di cooperazione, traduzioni letterarie, network, piattaforme.

I primi si dividono in due categorie: smaller scale cooperation project, i quali devono essere composti da almeno da un co-organizzatore e due co-organizzatori di tre differenti paesi partecipanti al programma. La garanzia Ue Massima è pari a 200.000 euro, cofinanziati al 60%. I larger scale cooperation project invece devono avere almeno un co-organizzatore e cinque co-organizzatori di sei differenti paesi partecipanti al programma. La garanzia Ue in questo caso è pari a 2.000.000 euro, cofinanziati al 50%. Entrambi i progetti hanno durata massima di 48 mesi. Per quanto riguarda le traduzioni letterarie, il loro settore è stato suddiviso in “two years projects”, della durata di due anni con un massimo di 100.000 euro  cofinanziati  e e “framework partnership agreement” della durata di tre anni, massimale di 100.000 euro di cofinanziamento per ogni anno.

La costruzione di network invece, ovvero strutture che permettono lo scambio internazionale di informazioni è cosa più complessa e dalle dimensioni maggiori. Le “Reti” dovranno essere costituite da almeno 15 membri, provenienti da non meno di 10 diversi .Le Call previste in questo caso saranno solo due. La prima è già stata pubblicata a fine 2013, la prossima sarà nel 2016. Garanzia massima disponibile 250.000 euro. Per quanto riguarda le piattaforme “dovranno essere composte da almeno 10 membri  di almeno 10 paesi partecipanti”. In questo caso le call saranno tre, di cui la prima già pubblicata lo scorso dicembre. Con garanzia massima di 500.000 euro da parte dell’Unione Europea.

Com’è facile intuire dalla natura stessa dei requisiti richiesti, l’Ue ha deciso di concedere i propri finanziamenti solo ad iniziative caratterizzate da un forte “valore aggiunto europeo”. Progetti cioè che mirano ad avvicinare le realtà dei diversi paesi, e di conseguenza i popoli che in essi risiedono. L’obiettivo sembra  essere quello di voler sviluppare una cultura d’insieme che, fatte salve le naturali e sacrosante differenze territoriali, trascenda idealmente i confini nazionali. Nel perseguire tale strategia l’Ue ha scelto di utilizzare come canale preferenziale il lavoro, mettendo a disposizione una cifra superiore rispetto a  quella concessa nel periodo precedente (2007-2013) e racchiudendo in Europa Creativa, una serie di programmi avviati  già negli anni passati, le cui performance cioè, sono già state ampiamente testate. Tutte le “calls” già pubblicate e relative informazioni sono disponibili online sul sito della Commissione Europea.

 

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