Eurispes: per gli italiani è sempre più difficile risparmiare

Più di metà degli italiani (oltre il 53%) non è in grado di sostenere adeguatamente la propria famiglia. A risparmiare qualcosa ci riesce solo un quinto degli intervistati. Anzi, nel 60,6%  dei casi avviene l’esatto contrario. I risparmi messi da parte vengono “violati” per arrivare a fine mese. I dati, ben poco rassicuranti, emergono dall’ultimo rapporto Eurispes. Tagliare su ristoranti, palestre, parrucchieri e viaggi, non sempre basta per rientrare nel budget  obbligato del bilancio familiare. Per molti ormai la gita fuori porta  è diventata un lusso e solo chi è stato colpito in maniera non troppo dura dalla crisi, rinunciando a qualche svago riesce ad affrontare i costi sempre crescenti della vita.


C’è infatti e ormai non è più una fetta esigua del paese, chi non può permettersi nessuno svago ed a fine mese rischia di non arrivarci lo stesso o comunque è obbligato a fare i salti mortali.Tra i lavoratori (il 61%3 del campione), oltre il 22% degli intervistati ha dichiarato di non potersi minimamente permettere l’acquisto di un’auto, tantomeno di una casa. Questo, appunto, pur avendo un lavoro. Figuriamoci chi il lavoro l’ha perso. Si cerca di resistere, di risparmiare comprando online. Il mondo virtuale pullula di offerte speciali e scegliendo accuratamente i siti più affidabili ed i prezzi più bassi, si possono trarre vantaggi consistenti, a condizione di operare attraverso paragoni più o meno continui tra siti e portali.

Utilizzare i negozi online, significa anche risparmiare sui costi di viaggio necessari per recarsi in supermercati o centri commerciali. Anche se, a dirla tutta, va fatto il paio con eventuali spese di spedizione della merce. Se invece si vuole scegliere i prodotti da comprare di persona, la destinazione è sempre più spesso il discount. I due dati più significativi, rispetto alle difficoltà degli italiani nel “tirare la carretta”, appaiono quello sulla riduzione delle spese per gli alimentari e quello, ugualmente importante, sul taglio delle spese mediche (il 40,6%).




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