Essere un leader: le frasi da non dire mai. Forse

Il sito specializzato startupitalia ha tradotto le espressioni che secondo un imprenditore americano un buon leader non dovrebbe mai pronunciare. Può essere che non sia proprio così.

Il sempre ottimo startupitalia, sito d’informazione specializzato su tutto quello che ha a che fare con le startup e la nuova imprenditoria, ha ripreso e tradotto da un sito americano le espressioni che chi vuole essere un leader non dovrebbe mai pronunciare senza rischiare di fare la figura del mediocre. Questo, secondo un imprenditore USA. Le ho prese in prestito e ho dato loro un’occhiata. Vediamo  se proprio tutte non dovrebbero mai far parte del linguaggio di un leader come sostiene il suddetto imprenditore, oppure…


Essere un leader: le frasi da non dire, o forse sì

1) Siamo fottuti: vero, quale leader direbbe mai una cosa del genere? Significa non avere soluzioni e abbattere il morale di tutti.

2) Risolvo io: meglio non dirla (e non farlo) perché “…nel lungo periodo (il leader, Nda) rischia di perdere l’opportunità di dare una mano a qualche membro del team”. Si ok, ma un leader i problemi li risolve. Giusta la partecipazione di tutti, giusto il coinvolgimento, ma “se hai un problema che nessuno può risolvere”, o chiami l’A-team (per tv anni 80 addicted), oppure ci deve pensare il tuo leader. Opinabile.

3) Dobbiamo rimandare a più tardi: un leader non rimanda? E chi l’ha detto, anche posticipare può essere un’ottima tecnica di gestione delle situazioni complesse. Anzi, in molti casi è sintomo di ottima organizzazione. Certo, bisogna vedere il perché del posticipo. Se quest’ultimo dipende appunto, da una buona organizzazione, o dal fatto che non si sappia cosa fare. Opinabile.

4) Questo è l’ultimo avviso: vero. Suona malissimo, un buon leader non usa frasi di questo tipo. Ok, che è il capo, ok anche che gli schiavi non esistono più.

5) La maggioranza vince: ancora da startupitalia “….I leader devono essere in grado di prendere delle decisioni – e di guidare.”. Si può guidare anche in modo democratico, però il fatto che sia il leader a dover prendere le decisioni è sacrosanto, altrimenti è meglio che faccia un altro mestiere.

6) Sei licenziato!  Discutibile quanto si vuole, ma un leader che si rispetti deve essere anche in grado di licenziare. Ovviamente solo quando non esiste nessuna soluzione alternativa e la situazione è di una gravità tale da lasciare come unica via di uscita il licenziamento. Ma dire che non si è bravi leader perché si licenzia qualcuno appare una mezza forzatura.

7) Non me ne potrebbe importare di meno: niente di più vero. Il controllo e la conoscenza di ogni dettaglio di una data situazione è fondamentale. Inoltre un leader dovrebbe essere interessato a tutto, empaticamente. Il disinteresse può portare a sottovalutare particolari, che potrebbero rivelarsi tutt’altro che insignificanti e, quindi, generare danni.

8) Questo non è il tuo lavoro: opinabile. Vero è che la frase è bruttissima da dire a qualcuno. Vero è anche che è molto difficile che una persona non sia per niente in grado di svolgere una mansione. Ma è comunque un problema che può verificarsi e un vero leader deve essere in grado di affrontarlo, anche nel modo più socialmente sgradevole se necessario. Un leader non per forza deve comportarsi in modo congeniale a tutti, o ai più. Un leader fa ciò che serve per portare al successo la sua azienda e la sua squadra.

9) È colpa tua: vero, chi comanda si prende meriti e demeriti.

10) È troppo difficile. vero pure questo. Il leader risolve i problemi difficili e li rende facili. Se è “troppo difficile” è meglio cambiare mestiere.

11) Non è colpa mia: vedi sopra. Del leader è il merito del successo, del leader è la colpa di un insuccesso.

12) Non è male: vero. O è buono o non è buono. Un espressione che media, significa solitamente poco e nulla.

13) Non ho idea di dove stiamo andando:  vero, se una frase del genere la pronuncia chi è a capo di un team, a meno che sia una battuta, vuol dire che quel team è messo decisamente male.

14) Siamo quasi bravi quanto…: quanto chi?  “siamo bravi” o no? Chi se ne importa dei paragoni!

15) Um…: apparentemente incomprensibile. Iniziare una frase con “um…” può voler dire tutto e niente. Non per forza è sintomo di indecisione o dubbi, può semplicemente essere un intercalare locale, o personale.

16) Onestamente…: anche qui, può essere un modo di dire, non per forza l’espressione deve significare qualcosa d’altro del tipo “adesso sono onesto, ma prima non lo ero”. Potrebbe pure essere, ma la generalizzazione appare esagerata.

17) Scusa…: opinabile: chiedere scusa è indicativo di umiltà e intelligenza, caratteristiche imprescindibili per un buon leader. Quest’ultimo però non deve certo mettersi in una posizione di sottoposto per far svolgere al personale il proprio lavoro (“scusa potresti chiudermi quella pratica?”). Le scuse van bene solo quando ci vogliono davvero.

18) Abbiamo sempre fatto così: e allora? Si può sempre cambiare, in meglio. Anche se “squadra che vince non si cambia”, spesso è la realtà a cambiare ed è chi decide di essere un leader a dover  adattare le sue decisioni ed implementare le sue risorse di conseguenza. D’altra parte, anche la decisione di non modificare nulla può essere indicativa del coraggio di un grande leader. Opinabile.



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