Essere freelance: il lavoro si trova anche con le piattaforme online

Nuove idee e nuovi progetti a sostegno dell'essere freelance. Ecco l'iniziativa dei fondatori di Addlance, piattaforma online tutta italiana.

Parliamo di lavoro freelance, sempre più scelto dai professionisti di ogni settore per avviare la propria attività e realizzare l’idea da tempo tenuta a chiave nel cassetto. E proprio due freelancer italiani, rispondendo ad un’esigenza realmente incontrata nel quotidiano, hanno deciso di realizzare Addlance una piattaforma tutta italiana dedicata all’essere freelance, all’incontro tra domanda e offerta, tra aziende e professionisti.


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image by vinnstock

L’idea dei marketplace non è nuova di per sé. I freelancer più tecnologici sanno già da tempo dell’esistenza di piattaforme come Elance, Freelancer, Twago e dei migliori siti per lavoro freelance. Ma per accedere ai servizi di quest’ultime  è assolutamente necessario non solo comprendere l’inglese e parlarlo ma essere anche in grado di prestare i propri servizi in questa lingua (e nelle altre più frequentemente richieste), soprattutto se si tratta di copywriter e traduttori (va da sé che il grafico o il fotografo possano realizzare i loro lavori per ogni tipologia di clientela mentre scrivere o tradurre in una lingua diversa da quella madre non è così immediato). È pur vero che esistono agenzie editoriali specializzate e 100% made in Italy ma mancava una piattaforma di scambio per freelancer pensata esclusivamente in italiano. È per questo che Addlance rappresenta una startup del settore.

Cosa significa essere freelance?

Nella mentalità comune si pensa sempre al freelancer come al giornalista inviato speciale in chissà quale Paese o al fotografo perennemente in giro per il mondo alla ricerca dello scatto perfetto. Oppure parlando di libero professionista si pensa subito all’avvocato o al notaio nel prestigioso ufficio di famiglia. Ma essere freelance non è questo. Negli Stati Uniti ad esempio un terzo dei lavoratori è costituito da freelancer. E ben nove aziende su dieci (la quasi totalità) si rivolgono ai servizi professionali dei freelancer. Parliamo di consulenti, traduttori, copywriter, content manager, marketing specialist, programmatori, informatici, designer e ovviamente anche fotografi, giornalisti e via di seguito. Sviluppare sempre di più una mentalità del lavoro orientata in questa direzione non potrà che favorire l’essere freelance, l’incontro tra domanda e offerta e incrementare la diffusione dei servizi di questi professionisti. In Italia attualmente si parla di circa 600 mila freelancer e il numero è in espansione.

In un momento storico in cui il posto fisso è destinato all’estinzione e il lavoro da dipendente non è più sinonimo di “garanzia a vita”, ecco che l’essere freelance e il lavoro flessibile si fanno strada anche attraverso progetti del calibro di Addlance. Come raccontano i due fondatori, l’idea è nata cercando di trovare una soluzione alle vicissitudini di un loro amico: dipendente di un’azienda era rimasto vittima di un incidente alla schiena che gli era costato caro anche in termini di malattia, permessi e ferie da richiedere per potersi curare. In men che non si dica aveva esaurito tutto quanto disponibile senza ancora riuscire a ristabilirsi completamente. Tutti si resero conto in quel momento che l’essere freelance invece l’avrebbe aiutato a lavorare da casa in attesa della completa guarigione.

Ecco che nasce l’idea di una piattaforma come Addlance per permettere ai freelancer d’iscriversi e  candidarsi ai lavori offerti dalle aziende e a quest’ultime la possibilità di poter scegliere presto e bene il professionista più adatto alle proprie esigenze. Il consiglio dei fondatori ai freelancer del web? Proprio quello di puntare molto sulla propria professionalità, non solo in termini di competenze ma anche di puntualità e affidabilità. Il mondo di Internet e i social network sono utilissimi alla carriera ma possono anche diffondere una cattiva reputazione nel giro di pochissimo tempo.




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