Esodati, il governo prolunga gli interventi di sostegno del reddito

E’ stata prolungata dal Governo la durata degli interventi di sostegno in favore dei lavoratori “esodati”. E’ stato infatti pubblicato In Gazzetta Ufficiale il decreto n. 79143 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, finalizzato in tal senso. Il prolungamento riguarda i lavoratori che nel 2013 non rientravano nel contingente di 10.000 unità indicato nel dl 78/2010. Vediamo dunque cosa stabilisce il testo del decreto ministeriale, e quali saranno i termini di prolungamento in favore degli esodati.

Il testo stabilisce che “è concesso il prolungamento dell’intervento di tutela del reddito, con esclusione della contribuzione figurativa, in favore dei lavoratori gia’ destinatari del decreto n. 76353 del 16 ottobre 2013. In favore dei lavoratori di cui al comma precedente il prolungamento del sostegno al reddito e’ concesso limitatamente alle mensilita’ residue nell’anno 2014 e relative al prolungamento degli interventi di sostegno al reddito autorizzati con decreto interministeriale n. 76353 del 16 ottobre 2013“.

Con i termini di cui sopra, pertanto, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali autorizza l’Inps (nel limite di spesa di circa 11,9 milioni di euro) a erogare per tutto il 2014 il prolungamento dell’intervento di tutela del reddito in favore di quei lavoratori che, oltre a rispettare quanto sopra descritto, abbiano presentato domanda per il pensionamento sulla base delle disposizioni in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima dell’entrata in vigore del dl 78/2010.

Lo stanziamento degli oneri finanziari, pari a 11,9 milioni di euro, è posto a carico del Fondo sociale per l’occupazione e per la formazione. Per quanto concerne le novità per il futuro, continueremo a informarvi sulle novità e i provvedimenti intrapresi per dare, finalmente, l’addio, a uno dei fenomeni più nefasti delle recenti esperienze di governo in materia di politiche previdenziali e per il lavoro.

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  • massimo 4 anni

    Ho 58 anni e ho lavorato come libero professionista nel campo della grafica dal 1990. Dal 1999 ho collaborato con una casa editrice lavorando a contratto, il mio rapporto con loro è terminato nel dicembre 2012 non rinnovandomi più il contratto, così improvvisamente mi sono ritrovato di nuovo fuori come grafico alla ricerca di clienti o vecchi contatti senza aver molto successo. Mi sono scontrato con una realtà terrificante, uff. del Lavoro, uff. dell’Impiego, agenzie interinali, annunci su internet, invii di candidature senza risposte, colloqui con promesse, corsi di formazione solo a bassa scolarità, iscrizione presso la CISL all’ufficio SOS lavoro per disoccupati dai 45 anni in su, tentativi di provare a fare lavori più o meno “umili” volantinaggio, badante, pulizie scale, consegna pizza, con le solite risposte, cerchiamo più giovani, bisogna iscriversi presso agenzie (che non iscrivono) e infine scontrarsi con lobbi dei paesi dell’est.
    Ho 58 anni il comune di Bologna mi aiuta con piccolo mandato, non riesco sempre a pagare bollette se non mi aiutano a volte gli amici, ho smesso di pagare l’affitto (ho fatto domanda al SUNIA per la casa) attendo lo sfratto, la macchina è sotto fermo amministrativo da parte dell’Equitalia, sono separato e ho un figlio disoccupato di 23 che vive tra me e la mia ex , la quale non può aiutarmi finanziariamente ma cerca di venirmi incontro facendo la spesa.
    Come ci si sente quando lentamente ti si sgretola il terreno sotto i piedi soprattutto a 58 anni a gennaio ne compio 59, si arriva addirittura ad avere un senso di invidia quando vedi le persone in fila a pagare le bollette, veramente paradossale.
    Credo che la fine non sia solo un fatto fisico, ma credo che esista anche una fine sociale, queste persone vengono chiamate “emarginati”.
    Scusate lo sfogo
    Massimo