Errori della lettera di presentazione: eccone cinque che fanno sembrare squilibrati

Nessun riferimento a grammatica o selezione delle informazioni da comunicare ma semplici e banali errori in grado però di bruciare ogni chance di colloquio

Quando si parla di errori o meglio di come evitarli, i consigli non bastano mai. Di certo ci sono sul web molte informazioni che riguardano in particolare gli errori della lettera di presentazione e soprattutto le dritte per scriverla in modo efficace e corretto. Ma quanti hanno mai pensato che a volte semplici banalità possono infastidire il recruiter anche solo a livello inconscio e far quindi scartare automaticamente la propria candidatura?


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Ecco qui di seguito alcuni impercettibili e banali errori della lettera di presentazione ma con l’enorme potere di farci apparire squilibrati.

Quali sono i più banali errori della lettera di presentazione?

1.Parlare solo di se stessi

Ormai dovrebbe essere di dominio pubblico il fatto che, nel momento in cui si decide d’inoltrare una candidatura, è opportuno focalizzarsi sulle esigenze aziendali e non sulle proprie. Il successo del colloquio e l’eventuale assunzione scaturiscono dal perfetto allineamento tra le proprie competenze professionali e qualità personali e i bisogni dell’azienda. Cominciare (e terminare) la lettera di presentazione parlando di se stessi, non farà che annullare ogni chance di ottenere un colloquio. Iniziare la lettera affermando ad esempio che la propria assunzione sarebbe “un vero affare” per l’azienda, vi farà apparire anche squilibrati.

2. Mettere in evidenza voti scolastici mediocri

Anche questa è ormai una regola non scritta. Ma purtroppo resta ancora uno dei più diffusi errori della lettera di presentazione. Riportare un bel 110 e lode non solo è una meritata soddisfazione personale ma può rappresentare anche la giusta cornice di un quadro perfetto. Ma mettere in evidenza che si frequenta una scuola/università prestigiosa (e ce ne sono di ben note in Italia), riportando però una media del 18 (ma facendo notare ancora una volta al recruiter che comunque l’università è tra le migliori d’Italia) non può che rappresentare per voi la tipica zappa sui piedi.

3. Lasciare spazio a dubbi e ambiguità

Capita ed è capitato per davvero. Forse è tra i meno comuni errori della lettera di presentazione ma dal momento che è già successo potrebbe ripetersi più volte. È il caso di una responsabile delle risorse umane che una volta si è ritrovata davanti una lettera di una “persona” ma senza riuscire a capire fino alla fine se si trattasse di un uomo o una donna. Il che non rappresenterebbe un problema ai fini di un’eventuale assunzione ma potrebbe creare qualche esitazione per determinate posizioni lavorative (magari per lavori pesanti o come turnante notturno alla reception). Ebbene in quel caso il nome era di quelli “neutrali” che si possono utilizzare sia per uomo che per donna e nel corso della lettera ogni pronome, aggettivo e via di seguito era stato scritto in terza persona e senza riferimenti maschile/femminile. Volutamente o no non è dato sapersi ma comunque un atteggiamento ambiguo e fastidioso.

4. Minacciare chi legge

Il riferimento non è ovviamente alle minacce violente o ricattatorie che nessuno si sognerebbe mai di fare. Ma a volte frasi che nelle migliori delle intenzioni dovrebbero apparire simpatiche come: “gentile responsabile del personale, lei sarebbe davvero un pazzo a non assumermi!”, ecco potrebbero avere effetti devastanti.

5. Non scrivere tutto in maiuscolo

Se tra gli errori della lettera di presentazione ce ne sono alcuni che in fin dei conti possono anche far sorridere e convincere il selezionatore a chiudere un occhio, ce n’è uno che davvero è in grado di etichettarvi come “un caso senza speranza”. Quello di scriverla tutto in maiuscolo. NO, LA LETTERA DI PRESENTAZIONE NON SI SCRIVE TUTTA IN MAIUSCOLO.



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