Equitalia, l’Ad Mineo ai suoi : “C’è disagio esteso, valutate caso per caso”

“Bisogna valutare caso per caso, persona per persona, non possiamo permetterci un comportamento non adeguatamente orientato alla sensibilità“ Con la sua  lettera un po’ a sorpresa, indirizzata ai dirigenti delle sedi territoriali, l’Ad Benedetto Mineo ha tentato un’operazione dai forti risvolti mediatici, ma il cui  obiettivo primario sembra essere quello di riavvicinare le persone alle istituzioni. Due mondi che, in effetti, sembrano a tratti parlarsi ben poco. Mineo infatti, con le sue parole, ha tracciato la linea che dovrà essere seguita dai dipendenti di Equitalia da qui in avanti. Un compito, per questi ultimi, decisamente complicato. Difficile infatti  ”valutare una persona” in modo affidabile.  Eppure per chi è chiamato a riscuotere i debiti contratti con lo Stato da parte dei cittadini, d’ora in poi un simile approccio sarà d’obbligo.


E menomale, verrebbe da dire. Infatti, se il suddetto compito è certamente arduo, svolgerlo appare una vera e propria necessità allo stato attuale delle cose ed il numero uno di Equitalia sembra averlo capito perfettamente; in Italia ormai è presente “un disagio esteso, conseguenza diretta del perdurare della crisi” che è riuscito ad intaccare un tessuto ed una tenuta sociale ritenuti intoccabili solo dieci anni fa. “Siamo consapevoli – recita ancora la lettera – che l'arrivo di una richiesta all'agente della riscossione, in un momento come quello che stiamo vivendo, possa infrangere equilibri già instabili – quindi, continua la missiva – di fronte a queste situazioni non possiamo permetterci di commettere errori o di avere un comportamento non adeguatamente orientato alla sensibilità che queste circostanze richiedono”.

Un comportamento, quello di cui parla l’Ad della società di riscossione, messo recentemente in atto dopo una lettera contenente minacce di suicidio, inviata alla Gazzetta del Mezzogiorno da parte di un imprenditore pugliese. Nonostante il giorno di pubblicazione (sabato), un funzionario di Equitalia era in breve tempo riuscito a raggiungere il mittente (che aveva contratto debiti con lo Stato) addirittura a casa sua (rintracciando l’indirizzo di origine) La vicenda conclusasi positivamente, sembra aver fatto da trampolino di lancio alla lettera inviata oggi dall’Ad di Equitalia alle svariate sedi sparse sul territorio italiano.




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