Equitalia: “Aumento interessi di mora è previsto per legge”

Un aumento degli interessi di mora applicabili sulle cartelle esattoriali pagate in ritardo ha scatenato l’ennesimo putiferio contro Equitalia. Aumento che però è “previsto dalla legge”, spiega Equitalia. Dal primo maggio 2013 infatti, il tasso di interesse sarà del 5,22% circa, contro l’attuale 4,55%, in vigore da ottobre 2012. Prima di questa data il suddetto tasso era decisamente più alto, al 6,83% (da ottobre 2009). Dopo il taglio verso il basso di oltre due punti percentuali, il 4 marzo scorso,  ildirettore del Agenzia delle Entrate, Attilio Befera,  ha emanato un provvedimento che rivede al rialzo il tasso d’interesse, adeguandolo “alla media dei tassi bancari per il 2012”.


Sulla questione sono intervenuti anche alcuni parlamentari, unitamente ad organi di stampa. L’istituto di riscossione ha quindi precisato che “In merito alle dichiarazioni di alcuni parlamentari e agli articoli di alcuni organi di stampa sull’aumento degli interessi di mora applicati alle cartelle di pagamento, Equitalia precisa che l’adeguamento annuale dei tassi di interesse è previsto dall’articolo 30 del dpr 602/1973”. Stante il fatto che nessuno aveva accusato Equitalia di aver fatto qualcosa di illegale, la questione primaria è però differente; la nota infatti precisa che l’aumento non dipende da una decisione autonoma dell’agenzia, ma banalmente, è un criterio di legge.

In particolare è un decreto del Presidente della Repubblica a fare fede, quello sulla riscossione , il 602/1973. L’articolo 30 di quest’ultimo affronta la questione degli “interessi di mora”: “Decorso inutilmente il termine previsto dall'articolo 25, comma 2, sulle somme iscritte a ruolo si applicano, a partire dalla data della notifica della cartella e fino alla data del pagamento, gli interessi di mora al tasso determinato annualmente con decreto del Ministero delle finanze con riguardo alla media dei tassi bancari attivi”. Insomma il provvedimento emanato da Befera sarebbe “blindato” sulle cifre dei tassi bancari, che a loro volta sono decise per decreto dal Ministero delle finanze, quindi dal governo.  La “difesa” di Equitalia, se così si può chiamare, corrisponde a verità. Il provvedimento di riferimento è infatti pubblicato proprio sul sito del Ministero delle finanze. Il nuovo tasso d’interesse è stato stabilito dopo aver consultato la Banca d’Italia.




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