Edilizia: è crisi non stop, soprattutto nelle Isole

Il settore delle costruzioni non accenna a riprendersi. Meno che mai in Sardegna dove, secondo la Confartigianato locale, negli ultimi anni, si è assistito a una vera e propria "emorragia" degli occupati

Le analisi che tentano di consegnarci una fotografia attendibile della nostra situazione economica concordano nell’indicare il settore dell’edilizia come uno dei più “provati” dal perdurare della crisi. Ad approfondire la faccenda è stata la Confartigianato Imprese della Sardegna che, tra il 2008 e il primo trimestre del 2015, ha contato oltre 26 mila occupati edili in meno nel territorio regionale.


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image by kaarsten

Per essere più precisi: il numero dei lavoratori sardi impegnati nei cantieri di costruzione è passato dalle 63.005 unità del 2008 alle 36.521 dei primi mesi del 2015, facendo registrare una flessione del 42%, ampiamente al di sopra della media nazionale ferma al -24,1%. E se è inconfutabile che le cose sono andate (e proseguono ad andare) male ai sardi, non si pensi che in altre zone dell’Italia – soprattutto al Sud – vadano meglio. Anzi: nel periodo preso in considerazione, i cali più pesanti del numero degli occupati del settore edile si sono registrati in Calabria (-55,3%), in Sicilia (-48,2%) e in Molise (-46,5%).

E veniamo alle imprese edili che, stando ai calcoli fatti dalla Confartigianato Sardegna, alla fine del quarto trimestre del 2014, erano oltre 18.900. Di queste, quelle artigiane non sono andate oltre le 11.235 unità, quasi 500 in meno rispetto all’anno precedente. Detta in percentuali: tra il 2013 e il 2014, la presenza delle imprese edili in Sardegna è calata del 4,2%, contro la media nazionale del 3,3%.

A livello provinciale, il territorio meno “compromesso” è risultato essere quello di Sassari che, nel 2014, ha ospitato oltre 7.500 imprese edili, 4.242 delle quali artigiane. A seguire Cagliari, con 6.892 imprese di cui 3.611 artigiane, Nuoro, con 3.137 imprese di cui 2.314 artigiane e Oristano, con sole 1.379 imprese, 1.068 delle quali (pari al 77,4%) artigiane.

Per porre un argine alla crisi non stop del settore, l’amministrazione regionale ha deciso di estendere il progetto Ico (Interventi Coordinati per l’occupazione) anche al comparto delle costruzioni. “Ben vengano i progetti incentrati sul rilancio del settore edile – ha commentato il presidente della Confartigianato Sardegna, Luciano Murgia – Tuttavia operazioni di tal genere, che mirano alla riqualificazione e al reinserimento dei lavoratori in edilizia, possono funzionare se inquadrate in un sistema più generale nel quale l’amministrazione pubblica attua, in maniera celere, tutti i programmi di opere pubbliche dei quali si sta parlando nell’ultimo periodo e accelera la spesa per azzerare i debiti nei confronti delle imprese”. “Per far funzionare questo progetto – ha spiegato Murgia – occorre che ci siano le condizioni perché le imprese abbiano nuovi spazi di mercato. Se manca il lavoro per le imprese, è inutile avere addetti riqualificati”.



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