Ecco i dieci lavori che provocano depressioni

La rivista Health ha voluto indagare sui campi professionali che più degli altri potrebbero creare disturbi all’umore dei lavoratori che vi sono occupati, riscontrando esiti molto interessanti.


Vi sono lavori, soprattutto, se a tempo pieno, che inducono per varie ragioni i lavoratori a subire spinte depressive. Tra questi, il lavoro in case di cura o in centri per l’infanzia. La ragione? Le persone di cui ci si occupa sono troppo malate o troppo piccole per esprimere un qualche senso di riconoscenza. Seguono i camerieri nei fast-food: troppe le ordinazioni durante la giornata, paga bassa e clienti spesso maleducati. Seguono gli assistenti sociali, che stanno a contatto tutto il giorno con casi di persone difficili, o vittime di abusi, depresse, etc. Ciò può indurre chi non ha un carattere molto forte a risentire negativamente delle negatività dei loro assistiti.

Ci sono poi gli operatori sanitari, a contatto con persone malate e bisognose di auto, che possono intristire chi ci lavora tutta la giornata.

Per non parlare dei lavori creativi, che presuppongono solitudine, alla ricerca dell’ispirazione, e paga incerta. Seguono gli insegnanti, non proprio gratificati a volte da studenti e famiglie, nonché dalla stessa scuola.

I lavoratori amministrativi, poi, sono sempre in prima linea, cercando di facilitare il lavoro degli altri, ma prendono ordini da tutti e spesso nulla viene loro riconosciuto.

I lavori di manutenzione, invece, sono sotto-pagati, con orari flessibili, in giorni anche di festa.

Infine, seguono, i promotori finanziari e commercialisti, a causa del senso di responsabilità che essi avvertono, nel trattare gli affari altrui, e i commercianti, con uno stipendio variabile e troppe ore passate in negozio.



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