Ecco cosa possiamo imparare dalla natura in termini di efficienza e produttività

Non si finisce mai di imparare, specie al lavoro dove a fornirci validi e inaspettati insegnamenti possono essere alcuni animali e piante. Vediamo come e quali

A chi non è capitato, almeno una volta nella vita, di rimanere incantato al cospetto di alcuni animali esotici che, coi loro scatti eleganti e repentini, sembrano vincere le leggi fisiche. Osservare con attenzione un documentario vuol dire immergersi in un mondo fatto di creature che, pur nella loro marcata diversità, possono insegnare tanto a noi uomini. Non ci credete? Ad affrontare l’argomento è stato il blog di Trello che ha dedicato un articolo ad alcune specie animali dalle quali possiamo trarre preziosi insegnamenti quando siamo al lavoro. Nessuno vi chiede di sgobbare come muli, ma di prestare la dovuta attenzione a quello che accade nel caleidoscopico mondo che ci circonda. E che, molto spesso, tendiamo a considerare sideralmente lontano da noi. Ecco cosa possiamo imparare dalla natura, in termini di efficienza e di produttività.


Gli animali da cui possiamo imparare tanto

Chi divide gli spazi con animali domestici (cani, gatti, uccellini, tartarughe, criceti ecc…) finisce col cogliere i tratti salienti dei loro caratteri e della loro psicologia. Dalla comprovata fedeltà dei cani alla proverbiale diffidenza dei gatti, c’è tanto da imparare. Anche al lavoro. Vediamo allora quali sono le specie che possono insegnarci di più facendoci guadagnare punti col capo ed i colleghi.

Rilassiamoci come le meduse

Per procedere e non rimanere ferme, le meduse devono contrarsi e poi rilassarsi. Osservarle mentre “fluttuano” negli abissi del mare può essere quanto mai istruttivo perché aiuta a realizzare che il rilassamento è un passaggio nodale, destinato a fare la differenza anche al lavoro. Non si tratta di “battere la fiacca”, ma di concedere le giuste pause al nostro cervello che, secondo alcuni studi scientifici, è costantemente sollecitato a prendere decisioni (mediamente 35 mila al giorno). Proviamo a rilassarci, di tanto in tanto, e stacchiamo quando avvertiamo di non riuscire più a produrre come dovremmo. Possiamo fare una breve passeggiata o mettere in ordine il nostro piano di lavoro sgombrandolo dalle carte che non servono più. Rilassarsi e prendersi delle pause è quanto mai importante, ce lo insegnano le meduse che, per andare avanti, devono sistematicamente fermarsi.

Comunichiamo come le api

Imbattersi in un alveare potrebbe non essere l’esperienza più gradevole della nostra vita, ma se ci fermiamo ad osservare i comportamenti delle api (senza molestarle e suscitarne dunque una reazione nervosa), non possiamo che rimanerne affascinati. Se non altro perché, tra le tante cose, hanno un modo particolarissimo di comunicare che si traduce in una sorta di danza (che coinvolge tutto lo sciame) attraverso la quale si trasmettono indicazioni precise sulla posizione di piante o fiori da prendere d’assalto. Impariamo anche noi a comunicare come le api: coordiniamoci coi colleghi e non lasciamo nessuno fuori (i pettegolezzi possono originare fraintendimenti e ruggini destinati a guastare le prestazioni finali). Il consiglio degli esperti è quello di accertarsi che tutta la squadra di lavoro sia messa al corrente di quello che occorre fare: dei progetti da avviare e di quelli da sviluppare o concludere. Comunichiamo come le api (senza esibirci in scomposti balletti) e le cose andranno per il verso giusto.

Collaboriamo come i cercopitechi

I cercopitechi sono delle scimmie native del Sud Africa che adottano un sistema di comunicazione particolarmente rumoroso. Detto in altre parole: urlano, soprattutto quando devono segnalare la presenza di un predatore e darsi istruzioni su come sia meglio difendersi da esso. Fin qui nulla di istruttivo, anzi: se ci mettessimo a gridare, ogni qual volta percepissimo l’arrivo di un possibile agente di pericolo in ufficio, sarebbe la fine. E infatti i cercopitechi sono animali a cui dobbiamo guardare con attenzione per un altro motivo. Gli studiosi hanno notato che, quando è un giovane a lanciare l’allarme, nessuno si muove fin quando un adulto non conferma la presenza del pericolo segnalato. Perché? Perché ai giovani – che non padroneggiano ancora alla perfezione il linguaggio – può capitare di fare confusione. Il che non equivale a dire che i meno navigati devono essere messi da parte o sottovalutati. Anzi: i cercopitechi adulti sanno che l’errore rappresenta un passaggio fondamentale del processo di apprendimento ma, di contro, prendono le contromisure necessarie per evitare che il gruppo si metta nei guai. E’ una lezione che può tornare più che utile al lavoro: a tutti deve essere data l’opportunità di esprimere il proprio potenziale, ma occhio a non rischiare troppo. Affidarsi ai “veterani” che hanno maturato esperienza non vuol dire mettere le ganasce all’innovazione, ma strutturare un sistema capace di evitare errori grossolani.

Gli insegnamenti delle piante

E non si pensi che gli animali siano le uniche forme di vita da cui si può imparare tanto, in termini di efficienza e di produttività. A fare la differenza possono essere anche le piante che migliorano la qualità dell’aria che respiriamo rendendoci più felici e performanti. Portiamo con noi una piantina e sistemiamola in ufficio: ci aiuterà a concentrarci meglio e a produrre circa il 15% in più.

Non solo: un altro valido insegnamento che possiamo trarre dalle piante è che non c’è nulla di più rigenerante della luce. E a confermarlo sono i disturbi fisici e le notti insonni che affliggono soprattutto i dipendenti che si ostinano (o sono costretti) a lavorare in ambienti illuminati da luci artificiali. Circondiamoci di luce naturale e saremo più efficienti e produttivi. “Guardate nel profondo della natura – diceva Albert Einstein – e capirete meglio tutto”.





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