E-commerce: servono nuove regole

L'aumento dei volumi di mercato e la diversificazione dei servizi impongono nuove regole per l'E-commerce. A dirlo è L'OCSE in una sua raccomandazione sul tema.

La costante crescita del mercato delle transazioni digitali ha indotto l’OCSE ad effettuare una raccomandazione agli stati membri in materia di E-commerce. Sono sempre di più infatti le aziende che utilizzano questo strumento, ormai diffusissimo, per vendere e gestire i pagamenti; per non parlare delle startup che nascono appositamente per permettere agli utenti di acquistare e vendere online. Ma l’aumento dei volumi di mercato e la sempre maggiore diversificazione dei servizi di E-commerce, hanno imposto una riflessione in materia di sicurezza relativamente a questo segmento di mercato.


E-commerce: tutela dei dati e corretta informazione

Nella sua raccomandazione l’OCSE, ha chiesto agli stati membri di redigere norme ad hoc che regolino in maniera puntuale il mercato delle transazioni digitali. L’attenzione si è focalizzata sulla tutela dei dati e sulla correttezza delle informazioni fornite al consumatore. Nel primo caso, il fatto di poter effettuare operazioni di natura economica da praticamente ovunque servendosi di app e quindi di uno smpartphone, ha fatto entrare in gioco una mole di dati imparagonabile rispetto a quella relativa alle tecnologie precedenti. Per questo la tutela dei dati personali assume un ruolo ancora più fondamentale. Va infatti fatta una seria riflessione sul fatto che il servirsi di dispositivi di uso esclusivamente individuale (come uno smartphone appunto, o il tablet di turno) impone alle aziende del settore la gestione di dati che possono essere anche molto molto personali. Dati che vanno protetti da attacchi informatici, da furti d’identità e anche da eventuali pratiche scorrette da parte di alcuni operatori attivi nel campo di riferimento.

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image by Luis Louro

A quest’ultima questione si lega quella della corretta informazione nei confronti del consumatore, necessaria affinché l’E-commerce non venga visto come una sorta di  luogo selvaggio dove, una volta entrati, uscirne con le ossa intatte potrebbe non essere così facile. L’esempio più chiaro è forse quello delle licenze di utilizzo che i siti di E-commerce sono tenuti a pubblicare e che l’utente è obbligato ad accettare per potersi servire degli strumenti digitali del portale da lui scelto. Licenze che, a volte, sono così lunghe da far scappare la voglia di leggerle anche solo a metà (e andrebbero lette e comprese per intero).

A prescindere dalla lunghezza del documento, per l’OCSE le informazioni contenute devono essere chiare e comprensibili a tutti in quanto sono proprio quelle informazioni che tutelano il consumatore dai rischi di utilizzo del sito. Rischi che in taluni casi possono essere anche di natura legale. Insomma si punta sulla trasparenza completa, in modo che il consumatore sia totalmente consapevole di ciò che usa e di come lo usa.

 

 



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