Dopo il 2009 nero, il 2010 sarà l’anno del lavoro. Lo annuncia la UIL.

Lo sapevamo tutti, e lo sapevano anche gli esperti del settore, che lo avevano pronosticato ed anticipato: la crisi economica, nel 2009, si sarebbe fatta sentire sopratutto nel mondo lavorativo.

Nuove assunzioni che tendono allo 0, concorsi pubblici in discesa libera, ma sopratutto, tanti, troppi licenziamenti.


I giovani, anche i neo diplomati o laureati con il massimo dei voti e preparati al massimo, faticano dannatamente a trovare un posto di lavoro; quei pochi che lo trovano sono costretti a vivere nel precariato, ma cosa ancor peggiore, persino alcuni di coloro che si “illudevano” di avere un posto fisso, un contratto a tempo indeterminato, e la speranza (anzi, la sicurezza) di lavorare tutta la vita, fino al pensionamento, con la stessa azienda, si sono trovati da un giorno all’altro in cassa integrazione, o peggio, senza uno stipendio.

E tutto questo era prevedibile:

come dicevamo poc’anzi, lo avevano previsto gli esperti, ed era facilmente ipotizzabile che la crisi economica si sarebbe mostrata in tutta la sua forza sopratutto nel lavoro.

Insomma, il 2009, è stata la cronaca di un disastro annunciato.

Eppure, nel 2010, sembra intravedersi uno spiraglio di luce, di speranza.

Questa buona notizia arriva da Guglielmo Loy, ovvero l’attuale segretario confederale della Uil, che ha annunciato che nel corso del 2010, se si riusciranno a mettere seriamente in pratica i provvedimenti ed accorgimenti che si stanno studiando per “movimentare il mercato del lavoro“, cosa che ovviamente tutti auspichiamo, si potrà far diventare davvero il 2010 “l’anno del lavoro”.

E questi accorgimenti in programma, sono davvero numerosi, alcuni anche molto particolari ed a larga scala, come ad esempio dimunuire la pressione fiscale, in modo che i lavoratori abbiano più denaro da spendere, quindi un maggiore movimento dell’economia, e più offerta di lavoro: è tutta una catena.

Bisogna però, che questi idee, che questi progetti, diventino realtà, e non solo, dovranno avere effettivamente successo.

Un percorso che è tutto fuorchè facile.

Tuttavia, questo dato, seppure al momento è solo un “progetto”, una sorta di buono auspicio; è comunque da vedere come un primo, primissimo passo per uscire da un 2009 buio e nero come il carbone:

un anno che ha riportato PER LA PRIMA VOLTA DOPO 13 ANNI, un calo dei lavoratori dipendenti; un anno che ha visto 199.000 persone perdere il proprio lavoro; e altre 450.000 finire in cassa integrazione.



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